VERSO UN GEMELLAGGIO LUCOLI-PETRIOLO IN NOME DELLO SCULTORE GIOVANNI ANTONIO


LUCOLI – Un comune abruzzese e uno marchigiano si incontrano per individuare un percorso univoco per valorizzare e riscoprire, anche a fini promozionali, la figura dell’artista Giovanni Antonio da Lucoli, detto Aquilano, epigono dell’importante stagione statuaria abruzzese quattrocentesca: il momento di confronto tra il Comune di Lucoli (L’Aquila), rappresentato dal sindaco Valter Chiappini, e quello di Petriolo (Macerata) con il vicesindaco Enrico Vissani, si è svolto ieri nel piccolo centro aquilano.

A unire i due enti la statua lignea policromata raffigurante una Madonna con il Bambino che partì quasi 500 anni dall’Aquila verso il Nord Italia: leggenda vuole che il carro che la trasportava, giunto nel borgo maceratese di Petriolo, lì si fermò poiché non vi fu modo alcuno di persuadere i buoi a fare un altro passo.

Da allora la statua è diventata il simbolo di Petriolo, ma solo il recente restauro del 1984 a opera del maestro maceratese Gianfranco Pasquali permise di scoprire, inciso nel basamento, il nome dell’autore e le desinenze “magister” e “aquilanus”.

L’autore in questione era lo scultore e pittore Giovanni Antonio da Lucoli, detto Aquilano.

Ci sono voluti tuttavia altri 26 anni affinché un altro evento fortuito arricchisse la trama: la visita nel borgo petriolese da parte dello scrittore aquilano Alessandro Chiappanuvoli, il quale, stupito dalla scoperta, altro non ha fatto che mettere in contatto le due amministrazioni comunali, ricevendo immediata quanto entusiastica disponibilità.

L’incontro si è tenuto alla presenza della storica e critica dell’Arte Michela Becchis, dell’artista Piotr Hanzelewicz, del ricercatore in Storia Fabio Sileoni, del commendatore ing. Aldo Chiavari e dello stesso Chiappanuvoli, con il duplice obiettivo di instaurare, da un lato, una possibile collaborazione tra le due amministrazioni finalizzata alla riscoperta della figura dell’artista Giovanni Antonio e, dall’altro, di programmare una prossima attività congiunta in previsione di un evento artistico e promozionale.

Ha partecipato anche il prof. Vincenzo Vivio, storico dell’arte, che nel 1985 fu chiamato per confermare che la statua fosse stata realizzata da Giovanni Antonio da Lucoli.

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