Cantine e vini 25 Ott 2025 16:38

Baglio di Pianetto, la promessa di Desforges: “Non tornerò a Parigi finché non potrò dire ai miei amici ‘anche in Sicilia vini buoni'”

Baglio di Pianetto, la promessa di Desforges: “Non tornerò a Parigi finché non potrò dire ai miei amici ‘anche in Sicilia vini buoni'”
Gregoire Desforges

SANTA CRISTINA GELA – “Non tornerò a Parigi finché non potrò dire ai miei amici francesi ‘ok Bordeaux, ma anche in Sicilia vini buoni'”. È la promessa che si è fatto Grégoire Desforges, dall’inizio di quest’anno alla guida di Baglio di Pianetto, l’azienda fondata da Paolo Marzotto, imprenditore vicentino del tessile che la acquistò alla fine degli anni Novanta.

Per una gestione diretta e ravvicinata, Grégoire ha deciso di trasferirsi stabilmente a Santa Cristina Gela (Palermo), per trasformare quello che per il nonno materno era “un giocattolo” in un’attività redditizia e vocata all’accoglienza. Nella tenuta, peraltro, partiranno a breve importanti lavori di ristrutturazione e ampliamento proprio per andare incontro ai sempre più numerosi enoturisti.

Baglio di Pianetto sta vivendo ora una profonda trasformazione che passa attraverso il restyling dell’edificio ma anche e soprattutto una rivisitazione dei vini, anche attraverso il loro riposizionamento. Si tratta di “sfrancesizzare” un’azienda alla quale il fondatore, complici i suoi legami d’oltralpe ma anche le mode di quel periodo, aveva dato una forte impronta che guardava ai vini francesi.

Lo sta facendo grazie all’impulso di Dante Bonacina, dal 2023 amministratore delegato dell’azienda dopo un quarto di secolo trascorso a Ca’ del Bosco (di cui peraltro Marzotto era socio), e dell’enologa Graziana Grassini, che dallo scorso anno affianca gli enologi aziendali Giuseppe Lo Iacono e Francesco Matesi, che nonostante la giovane età sono da più di vent’anni al Baglio e non nascondono l’entusiasmo per una nuova ventata di freschezza che sta permettendo anche a loro di esprimersi meglio.

Come nel caso della iper selezione fatta su una piccola vigna: “Con l’arrivo di Graziana abbiamo selezionato i grappoli migliori, scelti in base all’esposizione, che hanno dato vita a meno di 3mila bottiglie a fronte delle 60mila che produce quella vigna”, raccontano soddisfatti Lo Iacono e Matesi.

Giuseppe Lo Iacono, Graziana Grassini e Francesco Matesi

“Alla fine degli anni Novanta, chi non piantava Cabernet franc o Cabernet sauvignon? Anzi, qui quantomeno si è piantato il Viognier anziché lo Chardonnay per voler essere i primi in Sicilia a dire qualcosa di diverso”, ragiona Bonacina.

“Oggi c’è un nuovo progetto, cambia il prodotto in bottiglia e non solo l’etichetta, altrimenti sarebbe solo cambiato il direttore marketing”, aggiunge. “La Sicilia è piena di Grillo sauvignoneggianti, moscatizzati o zibibbati. Noi vogliamo fare qualcosa di diverso. Oggi, a volte i degustatori si sorprendono quando assaggiano il nostro Grillo”.

Gregoire Desforges e Dante Bonacina

Per prima cosa, la nuova gestione ha ridotto l’eccessivo numero di prodotti, passando da 37 referenze a 7 vini della linea In Purezza – di cui 4 bianchi (Grillo, Insolia, Catarratto e Viognier) e 3 rossi (Nero d’Avola, Syrah e Frappato) – e tre vini della linea Viafrancia – che evoca la Francigena che lambisce la tenuta e non la viticoltura d’oltralpe – che prima venivano realizzati con gli internazionali e oggi con Grillo, Insolia e Catarratto mentre il rosso che si ispirava ai tagli bordolesi è oggi prodotto con Nero d’Avola e Syrah.

Ai quali si aggiungono due blend della linea Eredità con Syrah, Merlot e Nero d’Avola, uno charmat lungo e un passito.

Via Francia dall’alto

Ma in pentola bollono molti progetti, due top di gamma che saranno presentati al Vinitaly, un bianco da Catarratto su cui l’azienda crede molto, e un rosso, ma soprattutto il progetto di viticoltura d’altura: ai vini dell’Etna, che Baglio di Pianetto produce già in collaborazione con Cantine Valenti di Passopisciaro, sul versante nord del vulcano, per i quali c’è l’idea di puntare su due contrade di annata fresca invertendo la tendenza dominante, si affiancherà presto una varietà reliquia a Portella della Ginestra, a quasi mille metri.

“Graziana Grassini ha lavorato con l’Istituto della vite e del vino di Palermo, e quando i suoi colleghi hanno saputo della nostra collaborazione le hanno fatto un regalo”, racconta Bonacina, “facendole assaggiare 28 micro-vinificazioni tra cui una ha destato il nostro interesse, perciò proveremo a piantarla. Stiamo preparando le barbatelle, il primo ettaro sarà impiantato nel 2026”.

Nell’ottica di salire di quota, si è scelto di cedere i vigneti che l’azienda aveva a Noto e Pachino, circa 70 ettari da cui si producevano in prevalenza Nero d’Avola, Frappato e Moscato, concentrando la produzione in Contrada Pianetto e nella circostante Piana degli Albanesi.

Baglio di Pianetto – visitato in occasione di Camporeale Days, l’evento che celebra le eccellenze enogastronomiche dell’Alto Belìce e i vini che ricadono nel territorio della Doc Monreale – conta oggi 106 ettari vitati e 650mila bottiglie prodotte.

L’ingresso del Baglio

La tenuta si sviluppa in un suggestivo anfiteatro montuoso che raggiunge un’altitudine di 900 metri sul livello del mare e per questo motivo gode di particolari condizioni climatiche favorevoli per la viticoltura.


Sostieni Virtù Quotidiane

Puoi sostenere l'informazione indipendente del nostro giornale donando un contributo libero.
Cliccando su "Donazione" sosterrai gli articoli, gli approfondimenti e le inchieste dei giornalisti e delle giornaliste di Virtù Quotidiane, aiutandoci a raccontare tutti i giorni il territorio e le persone che lo abitano.