Enogastronomia 28 Feb 2024 18:07

Con UFarmer si adottano vigne e bottiglie per vivere un’esperienza oltre il calice

Con UFarmer si adottano vigne e bottiglie per vivere un’esperienza oltre il calice

MILANO – Assaporare un calice di vino diventa un’esperienza che comincia ben prima, seguendo la maturazione dell’uva in vigna, e poi la sua trasformazione in cantina, passo dopo passo, fino a stappare quella bottiglia. Per vivere tutto questo non serve essere produttori vitivinicoli, ma è comunque possibile grazie a UFarmer, il primo marketplace innovativo della Dop Economy Italiana, con sede a Milano e con uffici operativi anche a Verona e Torino, e che ha creato il sistema per adottare una vigna, una singola botte o un numero limitato di bottiglie.

Nata da un gruppo di imprenditori e professionisti tra i 40 e i 60 anni, sparsi in giro per l’Italia tra Milano, Cesena, Verona, Bologna e altre città, attivi nei settori più diversi, ma tutti accomunati dalla medesima passione per il mondo del vino e dell’olio, la start up, che è presieduta da Cristina Lorenzetti, ha mosso i primi passi nel 2020.

“Il Covid ha segnato l’inizio del nostro progetto” racconta a Virtù Quotidiane Luca Passini, amministratore delegato della società e imprenditore nel mondo IT, alla guida di CWS dal 2009, “e questo ci ha dato molto tempo per riflettere e di affinare l’idea”.

L’obiettivo di UFarmer è di mettere in contatto il consumatore con le aziende agricole di eccellenza, valorizzare il settore enogastronomico italiano, “e creare una relazione empatica tra il produttore e l’appassionato di vino, nel pieno rispetto di tutta la catena di valore che si porta dietro. Il vino è un elemento abilitante per l’enoturismo, ma è anche un momento piacevole di chi gode di un calice o per i collezionisti che guardano le bottiglie che durano nel tempo. In ogni caso è sempre passione”, dice Passini.

Ed è proprio puntando su quella passione che UFarmer ha selezionato, e continua a farlo costantemente, una serie di produttori in giro per l’Italia, che facciano prodotti di eccellenza, “ma soprattutto che siano disposti ad innovare, a far entrare nel proprio mondo il consumatore”.

Il winelover può decidere di adottare la vigna, oppure una singola botte o un numero selezionato di bottiglie, avendo la possibilità di seguire la crescita delle coltivazioni selezionate, partecipare digitalmente alle diverse fasi di produzione e personalizzare il packaging e l’etichetta della propria produzione. Una volta pronta, riceverà a casa la sua eccellenza enogastronomica. Il progetto è esteso anche all’olio. “Con UFarmer non si acquistano semplicemente bottiglie di ottimo vino o litri di olio di qualità, UFarmer vende l’esperienza”, spiega ancora Passini.

“La nostra mission è creare un sistema che permetta di dare un valore alla passione e metta in comunicazione tutti gli attori, nel tempo. Abbiamo pensato a una piattaforma che creasse engagement tra produttore e chi vuole approdare nel mondo del vino, conoscendo il produttore e scoprendo quello che capita dalla vendemmia in poi, in vigna e anche in cantina. Quando beviamo un calice difficilmente ricordiamo come fu quella determinata annata, da un punto di vista climatico ad esempio. In questo modo invece sapremo tutto su cosa c’è dietro quel vino. Vogliamo raccontare quella storia. Le persone entrano a far parte del sogno, ma tutto senza disturbare i produttori, nel modo meno invasivo possibile”.

Al momento le cantine selezionate sono in Emilia Romagna, Umbria, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Toscana, Veneto, ma il progetto è sempre aperto a produttori che vogliono autocandidarsi e per i quali non ci sono costi.

“Abbiamo produttori piccoli, non conosciuti a livello nazionale che hanno condiviso il progetto. Selezioniamo vignaioli appassionati, che stanno cercando di fare un prodotto che si differenzi dal tradizionale e che siano innovativi, disposti a dialogare con l’adottante. Fino ad ora abbiamo raggiunto un target numerico interessante. Ora stiamo trattando per l’ingresso di un produttore valdostano. Certamente l’obiettivo è di coprire tutte le regioni, ma anche avere un UFarmer in altri Paesi”.

Oltre all’adozione il progetto si è già esteso con il sistema dei Wine Club, “un modello molto conosciuto all’estero”, analizza l’amministratore delegato. “Per un certo numero di appassionati si va a costruire qualcosa di particolare, ad esempio una botte, un vino con formati particolari che non viene messo abitualmente in commercio, o un vino nuovo. In tutto questo rispettiamo sempre la filiera distributiva. Noi non vogliamo spedire semplicemente le bottiglie, ma vogliamo creare un modello strutturato”.

Al momento il progetto Wine Club è attivo, grazie ai winelovers che sono già dentro il sistema, ma da marzo andrà ufficialmente online anche questa sezione. Così come UFarmer si amplierà al settore degli investimenti. “Chi vuole ad esempio acquistare bottiglie di vini particolarmente pregiati, attraverso il nostro sistema può avere la garanzia di un prezzo minore, di avere anche le annate future ad esempio. Abbiamo degli accordi solidi per cui possiamo stoccare noi il prodotto tenendolo a temperatura controllata e dopo un percorso di tot. anni, andare anche a fare la collocazione sul mercato. Con UFarmer stiamo costruendo  un pezzo di futuro dentro alle dinamiche commerciali”.


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