MIXOLOGY 592, IL TRITTICO DI SCUPPOZ CHE PORTA L’ABRUZZO IN GIRO PER IL MONDO


CAMPLI – Un gioco capace di riportare gli spirits principi della miscelazione in Italia e nel mondo dentro l’Abruzzo, trascinandoli nei sapori e nelle tradizioni del territorio. Parte da qui una delle ultime novità di Scuppoz, l’azienda di liquori abruzzesi con sede nella zona artigianale di Campovalano di Campli (Teramo).

Partendo spesso da intuizioni notturne, pensate, ripensate e studiate in ogni singolo dettaglio Adriano Cicconi e Anna Iannetti, coppia nella vita e nel progetto Scuppoz, hanno creato un tris “che può accendere gli spiriti”, come recita il claim.

Mixology 592 è una box di legno che ricorda “le scatole che rimandavano i nonni all’estero quando inviavano cose importanti e preziose”, racconta Anna a Virtù Quotidiane.

Dentro trovano posto un bitter, un vermouth e un gin super local, che ammiccano all’internazionalità ma sempre tenendo presenti i sapori regionali e gli usi di una volta. Quelli dei nonni.

“I cippi di confine dividevano il Regno della Chiesa dallo Stato borbonico e 592 è quello che circoscriveva la posizione di Valle Castellana, dove l’azienda ha mosso i primi passi, – spiega Iannetti – il nostro punto di partenza. Siamo confinati come tradizioni e sapori in Abruzzo ma vogliamo sconfinare portando con noi la qualità e la storia della nostra regione ovunque nel mondo”.

Il trittico, racchiuso in bottiglie in vetro riciclato, comincia con Ver-mood. “Abbiamo voluto adattare il Vermouth torinese al nostro Abruzzo – specifica la solare imprenditrice -. I nostri nonni erano abituati a mettere frutta o spezie nel vino. Pensiamo alle pesche, al ginepro o al rosmarino. Era il vero trend dei nostri nonni. Very mood. E allora ecco il nostro Ver – mood, una bevanda a base di vino bianco con una miscela di erbe e spezie che raccontano tutti i profumi delle nostre montagne e delle nostre colline”.

Poi c’è il Better, “e non perché noi siamo i migliori, ma perché è la miglior cosa che siamo riusciti a fare unendo alla genziana, le arance rosse e i frutti rossi – ammette Anna -. È il bitter della nostra famiglia”.

Infine il terzo prodotto della linea dedicata alla mixology è il Gin Scorretto. “Non sbagliato – chiarisce – perché è volutamente fatto in un certo modo e non è un errore”. La scorrettezza studiata di questo gin tutto local, sta nell’aver incentrato tutto sulle botaniche abruzzesi. “Io volevo la parte floreale e quindi il geranio, il gelsomino, la lavanda e il rosmarino – sostiene Anna – mentre mio marito la componente agrumata. Le abbiamo ‘scorrettamente’ messe insieme”.

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