SANTINO E LEDA, L’OMAGGIO DELLA COMUNITÀ DI VILLA SANT’ANGELO


VILLA SANT’ANGELO – Riconoscimento speciale da parte dell’amministrazione di Villa Sant’Angelo (L’Aquila), capitanata dal primo cittadino Domenico Nardis a “Leda e Santino”, nomi indissolubilmente legati a una tradizione culinaria che prosegue ininterrotta dal lontano 1986. Anzi, l’attività di ristorazione si è sviluppata su un bar che era attivo dal lontano 1974.

Domenica scorsa, l’attività oggi della signora Leda D’Ascenzo (Santino Argentini è scomparso nel 2014) aveva ricevuto un premio dalla Camera di Commercio nell’ambito della kermesse “Fedeltà al Lavoro, del Progresso Economico e delle Imprese Antiche della Provincia dell’Aquila edizione 2019”.

Una cerimonia che ha visto la partecipazione del presidente della Camera di commercio, Lorenzo Santilli, assieme al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi. Oltre a una rappresentanza dell’amministrazione di San Demetrio Dei Vestini (L’Aquila) in cui ricade l’attività attuale del ristorante, delocalizzata dopo il terremoto.

“Ma Leda e Santino sono sempre stati legati a Villa”, ha commentato il sindaco Nardis nel ricevere stamani i parenti della donna. “La loro storia è esempio di chi non si arrende di fronte alle difficoltà e che con il loro amore per la cucina e attenzione per il cliente hanno contribuito a mantenere viva e coesa la comunità di Villa Sant’Angelo. Neanche il trasferimento della loro storica attività è riuscita a scalfire il profondo affetto che i cittadini, non solo di questa terra, nutrono nei loro confronti. Perché per sentirsi a casa è sufficiente il loro sorriso accogliente”.

“Santino”, si trovò a raccontare Biondi, già sindaco di Villa Sant’Angelo, “era arrivato a Villa da giovanissimo dal suo paese di nascita e dopo anni di sacrifici, insieme alla moglie Leda, aveva messo in piedi uno dei punti di riferimento della gastronomia aquilana, conosciuto anche fuori regione e meta di vari volti noti dello spettacolo. Io stesso ho avuto modo di sperimentare quanto fosse conosciuto durante uno dei miei frequenti spostamenti per raccogliere la solidarietà manifestata da tante parti d’Italia in occasione del post-sisma; entrando in un bar di Pantigliate, in provincia di Milano, una donna, nel leggere sulla mia felpa il nome di Villa Sant’Angelo, aveva esclamato: ‘il paese di Santino!’. Santino non era soltanto un ottimo ristoratore, ma anche un eccellente anfitrione sempre accogliente, con il volto perennemente sorridente e in grado di far sentire a suo agio qualsiasi cliente”.

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