PIAZZA REGINA MARGHERITA, IL PROGETTISTA: VALORIZZIAMO AREA SENZA DISAGI E FALSI STORICI

piazza Regina Margherita

L’AQUILA – Ci sono luoghi che al di là della storia, o del pregio artistico e architettonico, sono parte dei nostri affetti. L’abitudine a viverli ci rende difficile volare di fantasia e immaginare una nuova storia. ”L’abitudine ci nasconde il vero aspetto delle cose” affermava il filosofo francese Michel Eyquem de Montaigne e così abbiamo cercato di andare oltre, nel riflettere sul progetto di riqualificazione di Piazza Regina Margherita.

Il progetto elaborato da 2STUDIO degli ingegneri Francesco Giancola e Alessia Rossi, proposto e interamente finanziato dalla Fondazione Carispaq, approvato dalla Soprintendenza archeologica, belle arti arti e paesaggio dell’Aquila e del cratere e dal Comune dell’Aquila, presto sarà cantiere.

Abbiamo cercato di capire di più sulla piazza e sulla sua storia, una storia che, come è noto, ha il suo elemento di pregio nei palazzi che affacciano sulla piazza stessa, nel muro che fa da uno dei lati della piazza, e nella fontana del Tritone posta al centro di questo muro.

Piazza Regina Margherita è un luogo di cui tutti in città hanno sperimentano la dolcezza.
Tanti, di giorno, e molti più durante la sera, magari bevendo qualcosa, amano quel luogo intimo e accogliente.

E tanti temono che quel luogo perda la sua natura.

“Questo progetto nasce dall’idea di aprire la piazza e rendere visibile il muro di pregio di uno dei lati della piazza stessa, e nel fare questo non sarà affatto sacrificato il verde”, rileva Giancola a Virtù Quotidiane. “Oggi l’area verde è nell’aiuola recintata che occlude la visuale, lì si concentra il nostro intervento. L’aiuola sarà rimossa, così come il trasformatore Enel, già non utilizzato da tempo. Il progetto lascia uno spazio libero in quel punto perché sia finalmente possibile vedere, anche arrivando dal corso, il muro fondale e la fontana del Nettuno che meritano di essere valorizzati e ai lati di quel passaggio che si libererà ci sarà verde”.

“Nell’area che dà verso via Castello, in particolare, amplieremo, invece, la porzione verde”, continua il progettista. “La strada, è bene ricordare, non è così ampia come oggi sembra (e infatti tanti arrivano a parcheggiare fin lì, ndr). In realtà la strada ha la larghezza che è compresa tra i palazzi che sono all’ingresso della stessa arrivando da Via Castello. Tutto ciò che, quindi, strada non è, ci permette di recuperare verde pubblico. Ci saranno sedute, in alcuni punti anche con schienale, che potranno ospitare le persone comodamente”.

A spiegare la natura della riqualificazione è anche Antonio Di Stefano, architetto funzionario di zona della Soprintendenza. “Il progetto definitivo che è stato concordato con successive revisioni dalla Soprintendenza, mira a creare uno spazio vivo – dice – dove le persone potranno sedersi sulle nuove sedute che verranno create, senza perdere il conforto degli alberi. Nessuno degli attuali alberi presenti sulla piazza sarà rimosso”.

Notizie storiche precise della piazza si perdono, tutti ricordano che la piazza è stata spesso usata come parcheggio, cosa che accade in parte anche oggi.

“L’elemento di pregio e valore storico è il muro che si trova dietro la fontana del Nettuno”, spiega a questo giornale Maurizio D’Antonio, architetto e storico. “Il materiale lapideo di cui è costituito deriva dalla chiesa, non più esistente, di San Francesco a Palazzo. Si estendeva su un‘ampia area che comprende l’attuale Convitto. Il corso, in quel punto, era ben più stretto di come oggi lo conosciamo”.

I crolli del terremoto del 1703 lasciarono intatta una porzione più piccola della chiesa trecentesca, ma portarono, nel tempo, ad un ripensamento della zona. “Dopo l’unità d’Italia (1861, ndr) – racconta ancora D’Antonio –  la parte restante della chiesa fu completamente demolita. Di quelle pietre è fatto il fondale di Piazza Regina Margherita, che ha dunque un impianto ottocentesco”.

Ottocentesca è anche la stessa fontana del Nettuno, posta nello spazio centrale di questo muro-fondale, fatta di terracotta dipinta di verde a simulare il bronzo antico.

La riqualificazione della piazza nasce anche dalla sollecitazione dei movimenti civici cittadini (come Italia Nostra e Archeoclub che hanno anche lanciato una petizione), che davanti al progetto attuale hanno chiesto che non venisse sacrificato il verde pubblico e che venisse salvata la piccola fontanella in ghisa, oggi molto danneggiata.

La fontanella, più che un valore artistico, ha un valore storico-antropologico. Ci racconta la vita di più di cinquanta anni fa, di tanti che andavano a prendere l’acqua proprio lì ed è un segno di un importante momento dello sviluppo urbano, dell’epoca cioè in cui fu creato l’acquedotto pubblico. Per questo in tanti hanno posto sulla fontanella una particolare attenzione, oggi recepita in pieno.

“La fontanella verrà certamente restaurata e resterà sulla piazza, come chiesto da tanti cittadini, stiamo definendo in quale area verrà posizionata”, assicurano sia Di Stefano che i progettisti.

Piazza Regina Margherita, come dicevamo, è un luogo di abituale convivialità, in particolare da qualche anno, dopo il terremoto del 2009. Tutto ciò anche grazie alla presenza di bar e pub che in questo momento, a causa delle restrizioni dovute al Covid, stanno vivendo un momento difficilissimo.

“Il progetto è pronto, elimineremo anche il grosso palo vicino alla fontana e sostituiremo i lampioni. Manca solo lo spostamento del quadro elettrico in via del Crocefisso, che inizia in questi giorni, dove verrà spostata tutta l’illuminazione pubblica e poi potremo partire. Non vogliamo però che questo nostro progetto sia di danno agli esercenti – sottolinea Giancola – . Il disagio per loro sarà minimo perché il nostro lavoro riguarderà l’area centrale. Tuttavia ci teniamo a che tutto sia realizzato in piena condivisione. È il Comune a dettare i tempi, ma in tutta onestà non credo si inizierà prima dell’autunno”.

Quello che è certo è che il colore di Piazza Regina Margherita muterà. Il bianco e i colori chiari domineranno.

“La pavimentazione – spiega ancora l’ingegnere – in pieno accordo con la Soprintendenza, sarà bicroma riprendendo i colori del muro fondale e sarà in linea, come ci è stato chiesto dal Comune, con quella che sarà la nuova pavimentazione di tutto il corso cittadino, che recupera le origini, in pietra bianca di origine calcarea”.

Il progetto nel suo complesso recupera anche uno spazio totalmente invaso dalle macchine, largo Tunisia, proposto nella sua bellezza ai cittadini solo durante le manifestazioni del jazz. Diventerà, in linea con tutte le scelte che verranno fatta su piazza Regina Margherita, una nicchia vivibile da tutti.

“Con il progetto – conclude Giancola – ampiamente condiviso con Comune e Soprintendenza, non intendiamo stravolgere né ‘mimare’ un passato producendo falsi storici. La riqualificazione, nel rispetto dello storia, punta sempre alla valorizzazione e al futuro della città”.

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