“UNA CASA COME DICO IO”: I PASSI DAL CONCEPT ALLA REALIZZAZIONE DI UNA CASA SU MISURA


L’AQUILA – Partendo dal presupposto che “fosse per me, le case sarebbero tutte come dico io”, fortunatamente abbiamo molti mezzi per far sì che ciò non accada e che invece ognuno di noi possa inserire nel proprio progetto quella giusta sfumatura personale, che ci accolga al nostro rientro e plachi la giornataccia media e le frenesie quotidiane.

Amo pensarla così, amo viverla così la casa, perfetta prima di tutto emotivamente, progetto in continuo divenire, come quando ci sediamo sul divano con un calice di vino e pensiamo che su quella parete è giunto il momento di appendere quel quadro a cui facciamo il filo da tempo. Casa, dunque, come continuo costruire e traduzione del benessere.

Già Vitruvio affermava che “l’architettura deve considerare il raggiungimento di tre scopi: solidità, funzionalità e bellezza”, verificato quindi che gli ambienti siano salubri e che rispondano ai requisiti previsti dalla normativa (decreto legge 1975), bisogna iniziare a chiedersi come immaginiamo la nostra casa, inquadrando le prime necessità estetiche e funzionali.

La casa dev’essere bella: non c’è nulla da appuntare su quest’affermazione… Certo, consiglio di concepire questa ricerca di bellezza di pari passo con la ricerca funzionale, che vi permetterà di avere i giusti equilibri e di ritrovare una rispondenza più aderente ai vostri sogni e ai vostri bisogni.

Quando accolgo un cliente in procinto di creare da zero la propria abitazione o di ristrutturarla, chiedo sempre più informazioni possibili (tipologia di abitazione, localizzazione, fascia di gusto, esempi a cui vorrebbero rifarsi) e cerco di creare quel contatto ed empatia che mi rimandino la suggestione adatta per comprenderlo e accompagnarlo nella scelta.

Questo primo approccio, quasi totalmente empatico, viene affiancato da una prima analisi delle piante, dove insieme analizziamo i punti di forza, le cose che ci piacciono e quelle che vorremmo cambiare, quello che è necessario e vorremmo assolutamente avere.

Laura e Pierluigi, quindi, desiderano una casa anni ’70, mentre Roberta e Mariano sognano il nido famigliare caldo e luminoso, ma questi sono solo i primi passi per iniziare un lungo percorso: l’idea personale iniziale è indispensabile per impostare una moodboard dei materiali, dei colori, dei pezzi ideali che si possono tradurre in uno sketch iniziale.

L’assetto principale che deve essere preso in considerazione per la giusta disposizione degli spazi è quello funzionale: progettare una casa funzionale significa non sprecare spazi, calibrarla sugli arredamenti e concepire una fluidità degli ambienti occupati e liberi, le zone di passaggio, quelle personali e quelle di aggregazione. Questo esercizio già in fase preliminare, consente al committente di percepire gli ingombri, decidendo con coscienza a cosa rinunciare e cosa invece è realmente indispensabile senza ingolfare gli ambienti. Permette inoltre di poter improntare le prime direttive per l’impiantista e di dare uno sguardo preliminare all’ergonomia di casa soprattutto dedicata agli spazi di manovra.

Dopo questa fase, si inizia a toccare con mano le proposte concrete, scegliendo pavimentazioni, disposizione ipotetica delle stesse, se per tutta la superficie o in zone parziali, ricordandoci che il pavimento è il nostro foglio da disegno, la base su cui prederà forma tutto il quadro che abbiamo immaginato. La scelta del pavimento è solo preliminare per avere una prima guida ed impostare anche la prima idea dedicata a spessori, ai sanitari, i piatti doccia, le rubinetterie da incasso o indipendenti per poter consegnare le schede tecniche delle scelte in cantiere; conseguentemente si scende nel dettaglio delle finiture, all’accostamento dei rivestimenti e alla scelta delle finiture dei mobili. Chiudere il cerchio di questo primo anello non è affatto semplice, va ponderato con calma senza avere la fobia di dover riempire ogni spazio e tenendo conto della corrispondenza al budget ideale che ci siamo prefissati.

Trovata la quadra tra tutti gli elementi il gioco è fatto! Possiamo passare al progetto esecutivo, bibbia per chi eseguirà i lavori e consultorio continuo per il committente che vedrà realizzare il proprio sogno. Consiglio di vivere il momento dedicato ai lavori con molta attenzione, senza lasciarsi prendere dall’ansia dedicata al cantiere, prestando attenzione a tutto con la coscienza che la realizzazione spesso prevede anche dei compromessi e che se ben ponderati e trasparenti non saranno motivo di rinuncia o dispiacere. Andrea Iride

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