Alessandra Surdo, l’esploratrice del vino: all’Angolo Divino un viaggio tra etichette insolite e storie da scoprire
PALERMO – “Mai nome poteva essere più adatto a rappresentare l’anima di questo posto”. Così si presenta L’Angolo Divino, l’enoteca nata dall’estro e dal forte desiderio di Emilio Costa, che trova casa in via Ausonia a Palermo, accanto all’esperienza già consolidata del ristorante Coast to Coast.
Un piccolo spazio raccolto, volutamente con pochi posti a sedere, pensato per favorire l’incontro, la conversazione e la condivisione. Qui il vino non è soltanto una bevanda, ma diventa racconto, scoperta, esperienza.
Le bottiglie esposte sugli scaffali ricordano quasi una piccola biblioteca: ognuna ha la propria storia, il proprio carattere e, grazie ai “segnavino” che ne raccontano le note e le peculiarità, il cliente può scegliere lasciandosi guidare dalla curiosità.
A dare anima e visione all’enoteca, insieme al titolare, è Alessandra Surdo, oste e sommelier, una professionista che ha fatto della scoperta e della narrazione del vino una vera missione. È proprio tra queste bottiglie che Alessandra accompagna in un viaggio fatto di passione, ricerca e libertà. La sua storia con il vino nasce circa trent’anni fa: un percorso fatto di studio, degustazioni, incontri e tanta esperienza sul campo. Ma come spesso accade nelle storie più autentiche, arriva anche un momento di distanza.
A un certo punto Alessandra avverte la sensazione che tutto stia diventando troppo ripetitivo, fatto delle stesse etichette, degli stessi racconti e di percorsi ormai già tracciati. È proprio in quel momento che avviene quella che lei stessa definisce una seconda rinascita.
Decide di allontanarsi dal sentiero battuto e di esplorare territori meno conosciuti del mondo del vino, ricominciando a guardarlo con occhi nuovi. Nasce così una nuova fase del suo percorso, fatta di ricerca, incontri con piccoli produttori e scoperta di realtà meno conosciute ma ricche di identità e carattere.
Alessandra diventa così, in un certo senso, una vera esploratrice del vino. Non solo Francia o Italia, ma un viaggio che attraversa continenti e culture: dalle bollicine inglesi ai vini della Croazia, passando per Argentina, Sudafrica, Australia e Nuova Zelanda, fino ad arrivare a realtà sorprendenti come il Giappone o la Polonia, senza dimenticare naturalmente l’Italia e la Sicilia, sempre con lo sguardo rivolto a piccole cantine ancora tutte da scoprire. Quello che Alessandra cerca non è soltanto la provenienza geografica di una bottiglia, ma la storia che quella bottiglia è in grado di raccontare. Produttori appassionati, vignaioli indipendenti, territori che parlano attraverso il vino e che trasformano ogni calice in un racconto.
Questa visione ha trovato spazio proprio nell’idea di Emilio Costa, che ha immaginato L’Angolo Divino come un luogo capace di rompere gli schemi della ristorazione tradizionale. Un ambiente informale e accogliente dove le persone possono sentirsi libere di vivere il vino senza formalismi, condividere un piatto, magari gustandolo anche con le mani, e lasciarsi guidare dalla curiosità verso etichette meno conosciute ma capaci di sorprendere.
Le uniche “etichette” presenti sono proprio quelle delle bottiglie sugli scaffali, spesso lontane dai nomi più blasonati ma ricche di personalità. Seduti tra gli scaffali dell’enoteca, la sensazione è quella di partire davvero per un viaggio: ogni bottiglia è una destinazione, ogni produttore è una storia da scoprire. Ed è proprio qui che Alessandra Surdo accompagna chi entra con curiosità in un percorso fatto di emozioni, incontri e nuove scoperte, perché per lei il vino, prima di tutto, deve essere capace di creare relazione, accendere conversazioni e regalare il piacere più semplice e autentico: quello della condivisione.
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