DA BERLINO A CAPESTRANO ATTRATTO DA UN AFFRESCO DEL ‘400, LA STORIA DEL PITTORE KAI LANGE


CAPESTRANO – È stato un affresco del 1447 a “folgorare” l’attenzione del pittore berlinese Kai Lange verso quell’abitazione diruta, abbandonata e soprattutto in vendita che sarebbe divenuta di lì a poco la sua amata dimora, nel cuore del centro antico di Capestrano.

Sono passati quasi dieci anni da quando Kai ha maturato l’idea di lasciare Berlino per vivere stabilmente nell’affascinante borgo medievale arroccato sulla Valle del fiume Tirino, alle porte del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in provincia dell’Aquila.

La ricerca di un luogo idillico, immerso nel verde, lontano dal caos della metropoli tedesca, era cominciata qualche tempo prima attraverso la rete. Una scelta di pancia, fulminea, deliberata, una volta giunto sul posto, alla sola vista di quell’affresco rinascimentale, raffigurante una Madonna con il bambino e i santi, ancora parzialmente intatto, dopo oltre cinquecento anni, sulla parete esterna dell’abitazione che dipana lo sguardo sulla valle ricoperta di vigneti in un panorama mozzafiato.

“Sono partito da Berlino attratto dall’affresco, trovato per caso tra le diverse fotografie dell’annuncio immobiliare che mi aveva incuriosito. Un’opera che sembrava risuonare le mie corde di artista, come fosse un segno del destino. Poi, quando sono arrivato a Capestrano, la casa mi ha letteralmente rapito il cuore, con particolari e dettagli intrisi dell’arte di chi l’aveva abitata”.

Kai comincia a raccontare la sua storia mentre ci accoglie sorridente sotto l’ombra della pergola di uva al centro della terrazza spettacolare rimessa a nuovo, a partire dal pavimento decorato con ceramiche recuperate nelle antiche grotte dell’abitazione, attualmente adibite a galleria d’arte con i suoi dipinti.

Non una casa qualunque insomma, ma quella che anni prima era stata vissuta da un restauratore e una ceramista, frequentata un tempo, da come si racconta in paese, anche dal famoso Giovanni da Capestrano, frate francescano e prete cattolico noto come il “santo soldato” per aver guidato una crociata contro l’Impero Ottomano a Belgrado, nel 1447 fondatore del convento dove è ancora possibile visionare manoscritti e oggetti a lui appartenuti.

In quel di Capestrano “ho cominciato a dipingere montagne, scorci del paese, interni delle abitazioni, piccole cose”. Come piccoli sono i dipinti che Kai realizza su fogli di carta della grandezza di un A4 con tinture acriliche, i colori intensi esaltano i dettagli in un trionfo di cromature vivaci e originali. Il luogo è congeniale all’ispirazione creativa del pittore in quella che è diventata a tutti gli effetti una affascinante residenza artistica, anche grazie al rapporto con la comunità e al valore riconosciuto al contesto.

L’idea di favorire la nascita di residenze artistiche nel borgo è un sogno che Simonetta Caruso Puglielli coltiva da molto tempo, da quando, ritornata a Capestrano dopo anni di lontananza, ha dato vita ad una struttura ricettiva ecologica divenuta negli anni meta di viandanti provenienti da ogni angolo d’Europa.

“Nel mio animo c’è il desiderio che Capestrano possa diventare un luogo attrattore di artisti, pensatori e poeti – spiega Simonetta, fotografa e copywriter – . Un sogno che sta diventando realtà grazie all’arrivo di Kai, di Cris, un musicista newyorkese, di Kevin, belga, e Gunter, canadese, una coppia di cantanti, lui anche ballerino, tutti residenti stabili del borgo”.

Poi ci sono altri artisti che passano gran parte dell’anno a Capestrano, come Gianluca, restauratore e direttore di Strano Film Festival – la rassegna cinematografica internazionale che si svolge ormai da diversi anni – e poi, solo per citarne alcuni, Elizabeth Tomassetti, scenografa affermata di New York e una coppia di texani.

Persone che si incontrano, confrontano, condividono le medesime passioni, motivate e appassionate, che amano definirsi “capestrangers” perché quella di Capestrano è una comunità creativa, di nuove energie, in fermento, attenta alla relazione tra abitanti, natura e sostenibilità.

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