DAL TURISMO ALLA CREAZIONE DI ROSONI E PRESENTOSE: LISA E I SUOI GIOELLI IN 3D


CAPORCIANO – Quando un’aquilana che lavora nel turismo ed è innamorata della sua terra si mette in testa di produrre gioielli, potrebbe accadere che questi diventino dei veri e propri simboli di appartenenza, pronti ad “arredare” la vita e le passioni di chiunque decida di indossarli.

Nel caso di Lisa Andreucci questa eventualità si è concretizzata con la realizzazione della linea Infinite Line. E non per pura casualità, ma perché le sue creazioni riescono davvero a entrare in rapporto con lo spazio e con il tempo, anche solo per il valore simbolico e culturale che racchiudono.

In particolare, quelli che produce sono ciondoli di vari colori e misure, da indossare a mo’ di collane o da utilizzare come portachiavi, realizzati in bioplastica Pla, attraverso l’utilizzo di una stampante 3D. Soprattutto rosoni e presentose, quelli che lei stessa definisce veri e propri “pezzi di arte del territorio aquilano riprodotti in scala e personalizzabili, che possono essere indossati da tutti e a qualunque età”.

“Ho pensato di creare questa linea – racconta a Virtù Quotidiane – perché all’Aquila, rispetto a tante altre città, è sempre stato difficile reperire oggetti e souvenir che, a un costo abbastanza accessibile, riproducessero i luoghi o comunque i simboli più famosi e di maggior interesse artistico del posto. L’idea mi è venuta quasi per gioco quando, in vacanza forzata a causa del Covid, con mio fratello Giulio, grafico di professione, abbiamo deciso di iniziare a stampare”.

All’inizio non hanno investito troppo su questa nuova attività ma, pubblicando le immagini dei gioielli sui social,  si sono man mano accorti che alle persone i gioielli piacevano e hanno iniziato quindi a metterli in vendita. Sempre insieme a Giulio, si è quindi procurata tutto l’occorrente per lavorare e ha  acquistato altre stampanti. Un lavoro, il loro, che ha tutte le potenzialità per crescere, fino a diventare anche un valore aggiunto a quello che, negli ultimi tempi, è stato il progressivo sviluppo turistico dell’Aquilano e, in generale, dell’Abruzzo interno.

Non a caso, la stessa Lisa di turismo se ne intende e anche un bel po’. Donna frizzante, luminosa e di straordinaria accoglienza, da qualche tempo è un accompagnatore turistico e risiede a Bominaco, piccola frazione ci Caporciano (L’Aquila), dove gestisce un b&b al centro del borgo, la dimora storica Il Milord e, insieme alla famiglia, si prende cura dell’importante complesso monastico benedettino che comprende l’Abbazia di Santa Maria Assunta e l’Oratorio di San Pellegrino.

La cosiddetta Cappella Sistina d’Abruzzo, che appartiene di diritto a quella parte di provincia nascosta, in parte ancora da scoprire. Un piccolo sotto-mondo di quell’area montana e rurale che si snoda tra vallate, montagne, boschi incontaminati e castelli inerpicati e nascosti, famoso principalmente per i suoi affreschi o le sue bellezze storiche e dove Lisa Andreucci è cresciuta a contatto costante con viaggiatori provenienti da tutto il mondo e, nel frattempo, ha anche imparato ad apprezzare l’architettura locale in tutte le sue sfaccettature.

Tanto da riuscire a ricavarne un lavoro che ama e coltiva con passione ormai da anni e, in tempi di crisi da pandemia, addirittura a cogliere nuove opportunità per essere creativa. E il suo sogno, dice ancora, è ora quello “di poter vedere, un giorno, bambine e ragazzine indossare i rosoni e le presentose colorate come se fossero accessori alla moda”.

“Sono fermamente convinta”, conclude, “del fatto che se si comincia a masticare l’arte da piccoli, crescendo la si apprezza sicuramente di più e lo stesso vale per il posto in cui si vive o, in generale, per i luoghi di appartenenza. Per questo, la mia intenzione è anche quella di ampliare la mia attività e, con un po’ di fortuna, dedicarmi anche alla riproduzione di luoghi e simboli che non siano per forza aquilani insieme a mio fratello”.

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