VINITALY, LE CANTINE ABRUZZESI SODDISFATTE DEL RITORNO E DEL PUBBLICO SELEZIONATO


VERONA – Pochi operatori esteri – soprattutto da fuori Europa – presenze significative nella seconda giornata mentre sotto le attese domenica e martedì, eventi ridotti all’osso ma apprezzata l’esclusione del pubblico a vantaggio dei soli addetti ai lavori. Aspettative tutto sommato soddisfatte per le circa 20 cantine abruzzesi che hanno partecipato al Vinitaly Special Edition, la più importante kermesse del vino in edizione ridotta ma per la prima volta in presenza dopo due anni e mezzo, che Virtù Quotidiane come sempre ha seguito fornendo un servizio unico.

Alla fiera di Verona – 12mila visitatori, il 22 per cento dall’estero – stavolta solo 3 i padiglioni occupati e poco più di 400 aziende e consorzi espositrici, 200 top buyer esteri selezionati direttamente da Veronafiere e Ice Agenzia provenienti da 35 nazioni, oltre a quelli accreditati dalle aziende o a partecipazione diretta, un programma di 50 degustazioni e 12 convegni.

Dall’Abruzzo nello spazio del Consorzio di tutela vini le aziende Citra, Casal Thaulero, Cantina Tollo, Cantina Orsogna, Colle Moro, San Lorenzo, Marramiero, Di Sipio, Talamonti, Ettore Galasso, Terzini, Cantina Frentana, Collefrisio e The Family Estates. Un altro piccolo gruppo di cantine ha partecipato fuori dall’area consortile.

Anche per Valentino Di Campli, presidente del Consorzio di tutela vini d’Abruzzo, “è andata molto meglio del previsto e di quanti immaginavano”.

“Il format diverso dal solito probabilmente farà riflettere anche l’organizzazione perché è decisamente positivo sotto diversi aspetti”, ha rilevato, “la necessità di avere una manifestazione focalizzata sugli operatori è fortemente sentita”.

“Abbiamo un territorio naturalmente vocato alla viticoltura che ancora non ha avuto i riconoscimenti che merita, che può ottenere solo se viaggia con una unità che esalta le varie peculiarità”, ha aggiunto Di Campli. “Ancora tanto del nostro vino viene imbottigliato fuori dall’Abruzzo, il principale problema è quello di arrivare a governare le produzioni perché abbiamo una quantità che non sempre è in linea con le richieste del mercato. Ogni anno cresce la nostra produzione ma la legge del mercato ci porta a dover considerare che se c’è una offerta maggiore della domanda, alla fine il valore non cresce”.

Insomma, “quello che conta non è la quantità prodotta ma il fatturato”, ha chiarito il presidente del Consorzio.

“Siamo presenti come Abruzzo, con i nostri prodotti in un momento di ripartenza per i mercati – ha detto il vice presidente della Regione Abruzzo con delega all’Agricoltura Emanuele Imprudente, che ha presenziato alla giornata inaugurale – . L’Abruzzo sta facendo la sua parte in maniera importante, con i suoi vini di altissima qualità e con delle cantine che sono riuscite a fare breccia nei mercati internazionali più importanti. Credo che il mondo del vino regionale, nei prossimi anni, riuscirà ad essere protagonista all’interno dello scenario nazionale e internazionale. Il Montepulciano soprattutto è nostro ambasciatore è anche quello strumento che ci permette di fare del brand Abruzzo l’unicità che rappresenta la nostra regione. Oggi siamo qui, al Vinitaly, per confermare la nostra presenza, stiamo lavorando per quello che sarà l’Abruzzo del futuro”.

Futuro per cui, ha aggiunto Imprudente, a livello turistico c’è ancora “tantissimo da fare. L’enogastronomia è uno degli strumenti più forti per la diffusione della conoscenza della nostra regione – ha proseguito -, basti pensare alle grandi trasmissioni e ai canali che parlano esclusivamente di cibo e vino made in Italy, la cui forza comunicativa è devastante rispetto ad altri sistemi di comunicazione. Il problema dell’Abruzzo è che ci sono grandissime eccellenze e prodotti di nicchia ma non riusciamo ancora a fare sistema complessivo. Ecco perché stiamo cercando di mettere insieme tutto il sistema dei produttori, il valore delle nostre aziende, in modo da fare rete, abbiamo impostato come regione un processo che coinvolge entrambe le camere di commercio, mette insieme il mondo delle produzioni, il sistema delle cooperative, in un’unica cabina di regia che sarà lo strumento per definire le politiche dell’agroalimentare, in unicum che tracci quella che è la nostra identità. Dentro questo processo, abbiamo avviato il progetto sulla blockchain, che non significa solo certificazione del valore storico del prodotto, ma collegarci e costruirci bellezze, eventi, sistema di acccoglienza, per dare una visione completa d’insieme di quella che è la nostra regione”.

“I prodotti abruzzesi sono ai primi posti a livello internazionale, dobbiamo lavorare sull’accoglienza enoturistica”, ha aggiunto Gaudenzio D’Angelo, alla sua 33esima presenza all’evento veronese, presidente dell’Ais Abruzzo che coi propri sommelier ha gestito l’area tasting del Consorzio. “Seppur in forma ridotta, l’organizzazione di questo evento conferma che la forza c’è. È un segno di ripartenza e ci riprepara alla prossima edizione, che segnerà sicuramente il boom dell’enologia italiana e abruzzese. Con i nostri prodotti regionali, siamo ai primissimi posti a livello internazionale, l’export funziona e vediamo che c’è volontà di crescere. Requisiti e strumenti ci sono. Disponiamo di un territorio, di storia e tradizione ed è giusto crederci, per dare spazio all’accoglienza turistica nelle cantine. In questi decenni il vino abruzzese ha fatto passi da gigante, ha raggiunto alti livelli, a noi la qualità non manca, la tradizione nemmeno”.

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