VENDEMMIA, IN ABRUZZO RACCOLTA IN ANTICIPO MA LE UVE DAL BUONO ALL’ECCELLENTE


ORTONA – Una vendemmia cominciata con un anticipo di almeno 7-10 giorni, quantitativi più o meno in linea con quelli dello scorso anno, e uve di una qualità che va dal buono all’eccellente. È la fotografia scattata da Carmine De Iure, vicepresidente di Assoenologi Abruzzo e Molise sulla campagna vendemmiale in corso.

“I cambiamenti climatici stanno provocando una trasformazione del paradigma enologico e viticolo – analizza l’enologo -. Sebbene siano ancora troppo pochi gli anni per capire se questa evoluzione sia duratura o meno, nelle ultime annate siamo entrati in un clima arido e questo cambia tutto, tanto più che in Abruzzo facciamo una viticoltura asciutta, per lo più senza ricorso all’irrigazione e quindi il clima estremo si fa sentire parecchio”.

Il caldo afoso, le piogge scarse, ma violente e concentrate quando arrivano, sono tutte circostanze con cui i vignaioli devono fare i conti, adeguando il loro approccio vinicolo.

Secondo De Iure, “il ricorso per esempio all’inerbimento (la pratica con cui i terreni dei vigneti vengono rivestiti di coperture erbacee per proteggere il suolo e fornire nutrienti, ndc) che qualche anno fa sembrava andare di gran moda e dal punto di vista qualitativo è una bella opzione, adesso sta diventando un grande problema. La prima attenzione quindi deve andare alla gestione del suolo, con opportune pratiche colturali, utilizzando quelle finestre in cui il clima è meno torrido e quindi durante il germogliamento, alla prima primavera e la fine, quando l’uva viene raccolta”.

Le condizioni climatiche stanno consegnando uve “più concentrate nel grado zuccherino e quindi con più grado alcolico, con acidità tendenzialmente più basse”, dice a Virtù Quotidiane.

Per ottenere ottimi risultati, per l’esperto occorre gestire bene il vigneto e le uve, proteggendole con accorgimenti e con attenzione, e controllare con precisione l’evoluzione della loro maturazione, tenendo conto della tipologia del terreno e dell’esposizione della vigna.

“Scegliere con oculatezza l’epoca di vendemmia diventa un fattore essenziale per orientare la qualità dell’uva, cercando di anticipare al punto giusto – continua – considerato che la concentrazione delle uve comporta un arricchimento delle sostanze aromatiche, della corposità, e dell’equilibrio. La nostra è una regione che fa molto prodotto da destinare a vendere sfuso in altre regioni, quindi per quel mercato bisogna stare molto attenti al grado alcolico, prediligendo quelli più bassi”.

Per la vendemmia 2022, la raccolta ha già interessato chardonnay, pinot grigio e pecorino “che sono di una qualità che vanno da buono a ottimo, con punte di eccellenze – commenta De Iure -. I trebbiani stanno arrivando adesso e sembrano promettenti. Per quanto riguarda i vini rossi, i pochi merlot che abbiamo sono molto interessanti, fini, con un giusto grado di colore, mentre i primi controlli sul montepulciano rivelano colori vivi, intensi e profumi sui mosti già interessanti. Le aspettative sono quelle di uve di grande eccellenza”.

Sostieni Virtù Quotidiane

Puoi sostenere l'informazione indipendente del nostro giornale donando un contributo libero.
Cliccando su "Donazione" sosterrai gli articoli, gli approfondimenti e le inchieste dei giornalisti e delle giornaliste di Virtù Quotidiane, aiutandoci a raccontare tutti i giorni il territorio e le persone che lo abitano.


Articolo soggetto a copyright, ogni riproduzione è vietata © 2022