A GESSOPALENA E ROCCASCALEGNA IL DONO AUGURALE DELLA PALMA ‘NDEREZZATE È TRADIZIONE CHE RESISTE


GESSOPALENA – Mazzetti di viole primule e violacciocche incastonati nell’intreccio ovale di ramoscelli e foglie di olivo: ecco la palma ‘nderezzate (intrecciata) di Gessopalena e Roccascalegna , da scambiarsi in segno di pace e di partecipazione al mistero pasquale.

Quest’anno la benedizione delle palme in chiesa, da scambiarsi in segno di pace e di partecipazione al mistero pasquale – in programma domenica 5 aprile, Domenica delle Palme, inizio della Settimana Santa – subirà le necessarie restrizioni imposte dall’epidemia in corso.

Ma la tradizione resta. Nelle due località gioiello della Maiella orientale in provincia di Chieti, Roccascalegna e Gessopalena – quest’ultima peraltro scenario unico della sacra rappresentazione della Passione di Cristo sulla parte più alta del vecchio abitato detta “Pretaluce”, il Mercoledì Santo. Rito quest’anno ugualmente annullato dalle misure anti-contagio da covid-19 – l’arte di intrecciare ramoscelli d’olivo abbelliti da fiori di stagione è usanza molto antica che si rifà probabilmente a quella romana di intrecciare festoni e serti floreali per uso ornamentale come racconta a Virtù Quotidiane Aurelio Manzi, gessano, insegnante di scienze al liceo scientifico di Casoli (Chieti).

All’argomento Manzi ha dedicato pagine nei suoi libri di etnobotanica ed ha documentato anche fotograficamente il laboratorio didattico organizzato qualche anno addietro per le scolaresche del territorio con la partecipazione della signora Chiara, “Chiarina”, ultraottantenne di Gessopalena, ritenuta più brava in paese nell’intreccio artigianale e in qualche modo artistico della “palma”.

“Che non va acquistata, ma donata”, precisa Manzi. “La palma ‘nderezzate viene offerta da una famiglia all’altra o, come si usa a Roccascalegna, portata in dono dal ragazzo alla sua fidanzata”.

Spetta ai nonni elaborare la palma ‘nderezzate, racconta Manzi. La “palma” (impropriamente così chiamata in ricordo delle palme utilizzate dal popolo di Gerusalemme per celebrare l’entrata in città di Gesù) viene solitamente affidata alle mani dei nipoti che la portano in chiesa per la benedizione di rito. Questa viene poi conservata in bella mostra in casa fino alla prossima domenica delle Palme quando verrà sostituita. Un rametto della palma, il giorno di Santa Croce, veniva posto su una croce di canne conficcata sui campi con la funzione di proteggerli dalla grandine o da altre avversità.

In quest’angolo d’Abruzzo ancora qualche anziano detiene la delicata abilità di intrecciare fiori ai rametti d’olivo a mano, in attesa della Pasqua. “Ci si augura che il loro esempio ispiri anche la giovane generazione affinché una tradizione così bella e unica a suo modo non vada dispersa”. In fondo, chiude lo studioso, è un modo gentile di augurare la buona fortuna alla casa e alla famiglia.

LE FOTO DI UNA VECCHIA EDIZIONE

Sostieni Virtù Quotidiane

Puoi sostenere l'informazione indipendente del nostro giornale donando un contributo libero.
Cliccando su "Donazione" sosterrai gli articoli, gli approfondimenti e le inchieste dei giornalisti e delle giornaliste di Virtù Quotidiane, aiutandoci a raccontare tutti i giorni il territorio e le persone che lo abitano.