AGRITOUR TERAMO, IL TRIPADVISOR ANTE LITTERAM CON TANTO DI RITO DI INIZIAZIONE COMPIE 18 ANNI


TERAMO – “Ciao Luca, le ragazze sono uscite a festeggiare, ti va una pizza stasera?” – “Sento Sergio e Vincenzo, ma se invece andassimo in un agriturismo?”.

Comincia così, l’8 marzo del 1999, una delle più belle avventure enogastronomiche della provincia di Teramo e non solo. Un po’ per scherzo, un po’ per sfuggire alle fidanzate quando il mercoledì a calcetto da solo non basta più, un gruppo di amici si riunisce ogni ultimo venerdì del mese per mangiare qualcosa insieme, ridere, chiacchierare e divertirsi.

All’inizio le serate sono una scusa per rivedere i vecchi compagni dell’Università a L’Aquila, ma col tempo matura la voglia di fare vere e proprie recensioni dettagliate delle serate e degli agriturismi visitati, valutando il servizio, l’atmosfera, la cucina, il vino o la birra e il rapporto qualità-prezzo, il tutto poi messo in rete a fruizione di futuri avventori.

La prima tappa ufficiale è del 13 dicembre 2000 e da allora oltre cinquecento ragazzi hanno partecipato a più di duecento tappe agrituristiche.

L’idea dei soci fondatori, Alfredo Giugno, Luca Di Giammatteo, Vincenzo Faragalli, Sergio Altitonante, Lorenzo Giugno, Fabiano Giugno e Marco Marcozzi D’Amico, è di censire gli agriturismi e anche i ristoranti con le caratteristiche della trattoria o dell’osteria della sola provincia di Teramo, ma da qualche tempo è sorta la necessità di superare tali barriere e una volta l’anno si fa visita a un locale di una delle province limitrofe.

Da tre anni una tappa supera addirittura i confini nazionali, con annessa visita ad una peculiarità del Paese ospitante. Così in Irlanda è stata la volta di una distilleria di whisky, in Belgio della “Brasserie Cantillon” per la fermentazione spontanea delle birre, in Germania della Festa della birra a Bamberga e quest’anno, a maggio, si va in Polonia, al Varsavia Beer Festival, ma con base a Cracovia per visitare un birrificio locale.

Il motto dell’Agritour, Ddije ce ne scambe da lù vine che pùzze de muffe e da lì donne che pòrte li bbaffe! – Dio ci scampi dal vino che puzza di muffa e dalle donne con i baffi – rende molto bene la goliardia dell’iniziativa, goliardia che ha il suo apice quando un socio invita un amico a partecipare ad una serata e il fortunato deve superare il rito di iniziazione all’Agritour, il Capitano Paff.

Volutamente mai pubblicizzato o messo in rete per evitare che qualcuno possa allenarsi a casa, è una variante di un gioco già in voga in molti angoli d’Italia, si fa col vino e, in tre fasi, bisogna dire, indicare e bere. Lo scopo è arrivare fino alla fine, bevendo un sorso di rosso ad ogni passaggio superato, ma attenzione, se si sbaglia, si ricomincia da capo e il bicchiere torna pieno.

L’attività dell’Associazione culturale Agritour Teramo non si ferma alle cene mensili, ma anzi è sempre pronta anche alla beneficenza. Dopo il terremoto del 2009, infatti, i soci hanno organizzato un’asta di oggetti usati e il ricavato è stato devoluto al comune di Poggio Picenze (L’Aquila).

Nel novembre scorso sono stati ad Amatrice (Rieti) a consegnare a un’attività locale un assegno con la somma ricavata dalla vendita di magliette realizzate in collaborazione con l’associazione “Cetti amici” di Maurizio Belfiore, che ha curato il disegno e la stampa.

Di tempo ne è passato insomma dal 2000, le fidanzate sono diventate mogli e si inizia a pensare di passare il testimone alla nuova generazione, magari invitando i figli ad entrare a far parte dell’Agritour, ma ovviamente solo dopo aver superato lo scoglio del Capitano Paff.

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