ARCHEOLOGIA E CAMBIAMENTI CLIMATICI, UNA MOSTRA A PAESTUM RACCONTA IL RAPPORTO TRA LA CITTÀ E L’ACQUA. ZUCHTRIEGEL: “AGIRE GLOBALMENTE PER LA SOPRAVVIVENZA DELLA CIVILTÀ UMANA”


CAPACCIO PAESTUM – “Rischiamo di diventare una cosa del passato se non troveremo in tempi brevi, immediati, una via alla collaborazione mondiale avviando misure condivise. Non è più cambiamento climatico ma crisi, e l’Italia è un hotspot nel Mediterraneo”.

Lo dice con tono sommesso e delicato Gabriel Zuchtriegel, giovane archeologo arrivato dalla Svevia, sud della Germania, per riempirsi gli occhi e il cuore del sole del Mezzogiorno.

Proprio di recente è stato riconfermato dal Ministero dei beni culturali per altri quattro anni nella direzione del Parco e del museo archeologico nazionale di Paestum (Salerno) promuovendone nuove attività di scavo e iniziative ad hoc, passione ed energia ripagate da un conclamato aumento di visitatori.

Come accade per la mostra in corso fino al 31 gennaio, “Poseidonia città d’acqua – Archeologia e cambiamenti climatici” nel Museo nazionale di Paestum, occasione per recarsi sul sito patrimonio mondiale dell’umanità e farsi rapire una volta di più dall’imponente bellezza dei templi di Hera, Nettuno e Atena.

Sulla piana di Paestum in Via Magna Grecia una visione straordinariamente vibrante che ancora racconta di divinità e bellezza – il mare, il dio Poseidone, portatore di ricchezza ma anche vendicativo verso chi lo offende – sullo sfondo inquietante dell’attualità.

L’inquinamento dei mari e i cambiamenti climatici inquadrano in una luce drammatica il racconto della mostra, il rapporto tra la città e l’acqua attraverso i secoli e la probabilità, secondo uno studio recente, che Paestum o Poseidonia, come la chiamavano i greci sarebbe tra i 42 siti Unesco sul Mediterraneo – in Italia Venezia e la laguna, Ferrara, il delta del Po e la basilica di Aquileia a Udine sono considerati maggiormente a rischio – destinati a finire sott’acqua a causa dell’innalzamento del livello del mare in seguito al riscaldamento globale.

Sempre secondo gli studiosi In Italia ci sarebbe il maggior numero di siti a rischio: il centro storico di Vicenza, Napoli, Ferrara, Ravenna, le Cinque terre, e poi Genova, Pisa, il sito archeologico di Pompei, la Costiera amalfitana, Siracusa, Venezia, il sito di Paestum e la Val di Noto.

Direttore Zuchtriegel, qual è l’attualità della mostra “Poseidonia città d’acqua”?

È un avvertimento per il futuro imminente. Lo sconvolgimento dei fenomeni naturali che stiamo vivendo è niente paragonato al temuto riscaldamento di 2 gradi della temperatura globale. Il cambiamento climatico è un fenomeno regolare nella storia dell’umanità, ma questa volta si tratta di crisi climatica, è diverso. La questione che si pone è come reagire, come contrastare il peggio, come contenerlo. Sarà una questione di sopravvivenza dell’uomo e della civiltà che ha prodotto, un’emigrazione di massa non più gestibile. Un pericolo concreto, non più un’opinione.

Cosa ci insegna l’archeologia?

Il collasso di una cultura può avvenire com’è già avvenuto in altre epoche della storia dell’uomo, eppure straordinariamente , in passato, lo stesso uomo è stato capace di adattarsi. La differenza oggi è che il tracollo è più rapido e l’area interessata è globale. Non siamo alla fine dell’impero romano, che per quanto esteso ha rappresentato un’area circoscritta. Dobbiamo sperare che un altro mondo sia possibile.

La posizione dell’Italia non sembrerebbe rassicurante.

Proiezioni scientifiche vedono la culla della Dieta mediterranea come un punto caldo al centro della crisi,sarebbe destinata a subire in modo particolare gli effetti dello sconvolgimento a livello ambientale, paesaggistico, sociale, politico, culturale. Una crisi che l’Italia non potrà risolvere da sola.

Pessimista?

Non vorrei, ma penso che tutti noi in questa epoca abbiamo un’immensa responsabilità. La questione è planetaria, la posta è alta. Dobbiamo agire adesso e dobbiamo volerla, la salvezza.

Dice di essere nato in Germania “per sbaglio”, cosa ama di più dell’Italia?

Qui mi sento più a mio agio, amo lo stile di vita, il modo di stare insieme. Paestum è un luogo straordinario ma la stessa profondità e ricchezza si ritrovano nei borghi antichi, intorno a un castello, una chiesa, una fattoria. Esprimere quella ricchezza è un’arte. Qui c’è il mare della costa cilentana e a pochi chilometri lo scenario cambia entrando nell’Appennino, lontano dai grandi attrattori c’è un mondo da scoprire e da sfruttare, con rispetto, per dare consapevolezza al territorio e chi ci vive.

Conosce l’Abruzzo?
Ci sono stato a sciare, montagna aquilana

Il suo futuro è al sud, in Italia?

Sono un archeologo, mi occupo del passato…