BEUYS, KENNA, ARCHEOFARM: IN ABRUZZO RICCO WEEKEND TRA ARTE E GASTRONOMIA


L’AQUILA – Le foto di Micheal Kenna, le opere di Beuys, le nuove scoperte archeologiche a Capestrano (L’Aquila) e molto altro ancora. È stato un weekend tutto da vivere, quello appena concluso in Abruzzo, e che promette grandi sviluppi per il turismo della regione.

“Don’t forget Joseph Beuys. ‘Difesa della Natura’ in Abruzzo e oltre”: è il titolo della mostra curata da Giorgio D’Orazio e dedicata al grande maestro del Novecento (1921-1986) inaugurata sabato presso l’eremo di Santo Spirito a Majella a Roccamorice (Pescara).

Organizzata nell’ambito della 2/a edizione di “Eremi Arte”, progetto dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, è un’installazione permanente che, attraverso immagini, video, citazioni e multipli di opere provenienti dall’archivio storico di Lucrezia De Domizio Durini, ripercorre i momenti più incisivi dell’operazione a “Difesa della natura”, a distanza di 45 anni dal primo soggiorno di Beuys in Abruzzo.

Quella di Beuys nell’eremo di Santo Spirito è la prima installazione pubblica in terra abruzzese che permette di avvicinarsi al pensiero di uno degli artisti più significativi del XX secolo; difesa della natura e concezione dell’artista come sciamano erano i punti cardine del suo lavoro.

A Loreto Aprutino (Pescara) è invece partita l’esposizione delle fotografie di Michael Kenna al palazzo Casamarte.

Inaugurata sabato 8 luglio, alle ore 18, resterà aperta per due mesi, fino all’8 settembre Il curatore è Vincenzo De Pompeis, la mostra è promossa dalla Fondazione dei Musei Civici di Loreto Aprutino.

Ha infine fatto registrare un buon numero di presenze Archeofarm, settimana di turismo esperenziale nata dalla collaborazione tra le Università di Chieti e di Oxford assieme al Comune e alla Pro loco di Capestrano (L’Aquila), che ha fatto compiere un tuffo nel passato, nell’era dei Vestini. Ripercorrendo l’epopea del popolo italico incarnata dal leggendario Guerriero, ritrovato proprio nei pressi della necropoli dove oggi si è tornati a scavare.

Determinante il supporto del Ministero dei beni culturali, attraverso le soprintendenze Unica del cratere e Archeologica d’Abruzzo.

Nell’area di Capodacqua è stata avviata una campagna di scavi dove sono state ritrovate anfore in cui si mettevano cereali, oli e vino, che sono ancora oggi un punto di forza della produzione locale.

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