CALD’ARI, DALLE DISTILLERIE D’AURIA UNO SPRAY IGIENIZZANTE DEDICATO ALLA FRAZIONE DI ORTONA


ORTONA – Si chiama Cald’Ari. È uno spray igienizzante prodotto appositamente per Caldari, la frazione di Ortona (Chieti), duramente colpita dall’emergenza coronavirus, tanto da essere stata una delle zone rosse d’Abruzzo.

A produrre l’igienizzante è D’Auria Distillerie, impresa di Caldari con una storia di circa 60 anni. L’azienda di liquori, guidata da Nicola D’Auria, dalla prossima settimana donerà lo spray alla comunità, liberata due giorni fa dalle restrizioni previste nella zona rossa.

“La nostra contrada ha vissuto un momento particolarmente difficile – racconta a Virtù Quotidiane D’Auria, che è anche presidente nazionale del Movimento turismo del vino -. Nell’uscita della frazione dalla zona rossa abbiamo voluto omaggiarla con un prodotto che porterà il suo nome in giro per il mondo”.

L’azienda produce da sempre alcol alimentare e spirito denaturato in cisterne. Con l’esplosione della pandemia, la distilleria si è reinventata e si è resa protagonista di diversi atti benefici.

“Abbiamo capito che potevamo aiutare e allora abbiamo cominciato a distribuire in taniche l’alcol denaturato per uso farmaceutico ed ospedaliero a enti ed associazioni in prima linea contro il coronavirus”.

Nelle scorse settimane un’ulteriore donazione arriva, attraverso la Pro Loco Caldari, per tutti i residenti della frazione sempre di taniche da 3 litri di alcol denaturato a 90 gradi.

“Nel frattempo – prosegue l’imprenditore – i consumi di alcol sono cresciuti e le richieste ancora di più. Ci siamo ristrutturati e abbiamo cominciato a servire strutture ospedaliere, farmacie, parafarmacie e supermercati in tutta Italia. Esistono in totale cinque distillerie come la nostra in tutto il territorio nazionale e oggi le richieste di prodotti igienizzanti a base di alcol superiore a 70 gradi sono altissime”.

Arriva così anche l’idea di produrre lo spray a marchio Cald’Ari, il cui nome richiama quello della storica famiglia di produttori, oltre alla frazione.

“Ci siamo sentiti in dovere di contribuire con un segno tangibile di appartenenza al territorio, producendo un prodotto unico dedicato a noi: Cald’ari”, conclude.

L’azienda ha annunciato anche la donazione di 5 mila euro a un’associazione locale che avrà il compito di organizzare annualmente un evento per ricordare i sacrifici affrontati dalla frazione nel mese in cui è stata zona rossa.

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