CAMBIA VOLTO IL RIFUGIO SEBASTIANI, ECCO COME SARÀ

Acquerello di Stephen Moor

ROCCA DI MEZZO –  Cambia il volto ma non l’essenza il rifugio montano Vincenzo Sebastiani, situato sul massiccio Velino-Sirente dell’Appennino centrale abruzzese, a quota 2.102 metri, nel territorio del comune di Rocca di Mezzo, in provincia dell’Aquila.

Se tutto va secondo il cronoprogramma dei lavori a cura della sezione di Roma del Club Alpino Italiano, proprietaria della struttura, per il mese di agosto l’amatissimo rifugio Sebastiani sarà più largo, accogliente e funzionale di prima con materiali e nuovi impianti a risparmio energetico, compatibili e sostenibili con la filosofia della montagna.

Meta imprescindibile tutto l’anno di escursionisti, sciatori e appassionati di trekking d’altura, il rifugio ai piedi del Costone di Vena Stellante è stato edificato nel lontano 1922 sul cosiddetto Colletto di Pezza e rappresenta uno degli scorci panoramici più suggestivi della montagna abruzzese, tra la Valle Leona e i Piani di Pezza, che apre lo sguardo e anche il transito verso il monte Velino.

I lavori di ristrutturazione, adeguamento e miglioramento energetico, ampliamento della struttura esistente, partiranno entro la metà di giugno, salvo imprevisti.

Finanziato dalla sezione romana del Club Alpino Italiano e dal fondo pro rifugi del Cai centrale, per un costo complessivo di circa 200mila euro, il progetto prevede una nuova camerata con la possibilità di raddoppiare i posti letto, una cucina più ampia e funzionale, il miglioramento degli spazi del gestore, il rifacimento dell’impianto elettrico e fotovoltaico,  un nuovo impianto idrico con aumento dei bagni e delle cisterne per l’approvvigionamento dell’acqua, un nuovo sistema di riscaldamento.

“Il progetto prevede una superficie più ampia di circa 30 metri quadri al piano terra e di circa 25 metri quadri al primo piano – anticipa a Virtù Quotidiane Massimo Caratelli, presidente Commissione rifugi della sezione Cai di Roma -. L’ampliamento comprende la realizzazione di una nuova camerata che porta a raddoppiare i posti letto che saliranno da 12 a 24. La cucina diventerà più grande e confortevole con una sua dispensa. L’alloggio del gestore sarà ampliato ed avrà un suo bagno, un altro bagno sarà per gli ospiti che pernottano ed uno per gli escursionisti, saranno rifatti gli impianti idrico, elettrico e riscaldamento”.

“Le nuove strutture saranno realizzate con pannelli prefabbricati in legno e avranno coibentazioni dovute al contesto. Lo scopo dei lavori, oltre al risanamento dopo venti anni dall’ultima ristrutturazione – spiega Caratelli –, è quello di rendere il rifugio più autosufficiente a livello energetico”.

La prima ristrutturazione del Sebastiani è avvenuta nel 1997 a cura dell’Enel che per la prima volta ha portato l’energia elettrica sul Velino con un impianto fotovoltaico. Nell’anno 2000 invece la sezione di Roma del Club Alpino Italiano ha predisposto i lavori della seconda ristrutturazione.

“Un rifugio sicuramente più comodo, non sarà un bivacco  ma nemmeno una di quelle strutture montane del nord Italia che assomigliano più a centri benessere che a rifugi di montagna”.

“Se tutto va bene per la metà di agosto i lavori dovrebbero essere ultimati ma è bene precisare che a causa dell’emergenza da coronavirus quest’anno non sarà possibile pernottare nei nostri rifugi, oltre al Sebastiani, anche il Franchetti e il Duca degli Abruzzi, che saranno aperti solo durante il giorno”, precisa Caratelli sottolineando che questi saranno a disposizione per la notte solo in caso di gravi emergenze.

“Siamo molto soddisfatti della connotazione culturale oltreché montana del rifugio Sebastiani che rappresenta un presidio territoriale per il Soccorso Alpino, gli amanti della montagna e delle tradizioni – afferma l’esponente del Cai – grazie all’ottimo lavoro svolto dalla presidente della società cooperativa Equorifugio, Eleonora Saggioro, che gestisce la struttura”.

La società cooperativa Equorifugio ha infatti lanciato un crowdfunding dal nome Un bene rifugio: “Una campagna di finanziamento perché non tutto ciò che servirà al rinnovo del rifugio sarà coperto dai fondi istituzionali/Cai” si legge. “Questo crowfunding lo pensiamo anche come un modo per tornare a pensare al domani. Dopo aver vissuto tutti quanti questo momento duro e difficile, di lungo e necessario immobilismo, abbiamo bisogno di progettualità, vogliamo di nuovo immaginare, pensare, sognare”.

Per aderire alla raccolta fondi è sufficiente accedere a questa pagina.

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