CAPITIGNANO, ANTONIA RESISTE AL SISMA CON LA SUA “BAITA DEL PROSCIUTTO”


CAPITIGNANO – “Non sono mancata un’ora”. Lo dice con l’orgoglio di chi non molla e ha resistito alla scossa del 24 agosto 2016 e, soprattutto, alla dura prova delle quattro terribili scosse della mattina del 18 gennaio scorso combinate alla nevicata che ha bloccato gli abitanti nelle case mentre le pareti tremavano.

È Antonia De Andreis, 55 anni, titolare dell’unico alimentari in funzione a Capitignano, il comune dell’Aquilano dove ha fatto visita il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. Non solo un alimentari, ben fornito di tutti i prodotti locali. L’interno del locale, la “Baita del prosciutto” è anche merceria, giocattoli e articoli da regalo.

Antonia e il marito, Sergio Cherubini, 28 anni di matrimonio, da oltre 12 mesi, da quel 24 agosto, vivono in un garage.

“Abbiamo una possibilità di sistemazione nel progetto del post-sisma dell’Aquila a Paganica, ma significherebbe che ogni giorno dobbiamo fare più di 80 chilometri per arrivare qui a Capitignano per tenere aperto il negozio. E noi non lo vogliamo chiudere”, racconta Antonia.

Così lei e il marito si sono organizzati in un garage di loro proprietà che ha resistito al terremoto.

“Per la doccia e gli altri servizi ci siamo arrangiati ma – dice Antonia – non abbiamo voluto mollare”. Per loro è in arrivo una casetta grazie al programma di Soluzione abitativa in emergenza (Sae), proprio all’entrata del paese.

“Stanno posizionando le casette. Pensiamo che entro ottobre ce la assegneranno”, dice Sergio, 63 anni, visibilmente emozionato. I coniugi hanno due figli poco più che ventenni. Il ragazzo lavora all’Aquila, la sorella a Roma, come estetista, facendo un po’ la spola con Capitignano visti i costi della capitale.

Poi la mente torna a quei terribili momenti. “Proprio quando pensavamo di aver superato la crisi del dopo sisma dell’Aquila, il 24 agosto siamo precipitati di nuovo nell’abisso. Chi ha la casa qui per le vacanze – racconta Antonia – è scappato a Roma e nel paese non è rimasto più nessuno. Ma, il 18 gennaio, è stato ancora più tremendo. Capitignano è stato l’epicentro del terremoto. Poi tutta quella neve che non ci faceva scappare. Siamo rimasti in tre o quattro famiglie. Ora è tornato il 50%. Ma io non ho voluto mollare e non mollo. Non sono mancata un’ora dietro il bancone”.

Avete incontrato il presidente Gentiloni durante la visita a Capitignano? “No, eravamo in negozio”, dicono all’unisono Antonia e Sergio che lanciano un messaggio: “Qui è tutto pronto per le pratiche della ricostruzione”.

Sull’uscio dell’entrata del negozio fa capolino il loro cane color cognac, Totò. Antonia e Sergio abbassano la saracinesca. È ora di pranzo. Poi si torna per riaprirla alle stesse ore di tutti i giorni. Terremoto o no.

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