DAI PIANI DI PEZZA AL RIFUGIO SEBASTIANI


ROCCA DI MEZZO – Venendo dall’Aquila, superando il centro di Rocca di Mezzo e lasciandosi il paese alla sinistra, si prende una strada inizialmente asfaltata e poi sterrata che conduce ai Piani di Pezza, un altopiano glaciale e carsico-alluvionale situato tra Rocca di Mezzo e Ovindoli.

Percorrendo circa 4 chilometri di sterrata si arriva in prossimità della faggeta dove è possibile lasciare le autovetture per iniziare un’escursione non difficile ma interessante sotto più profili.

La faggeta occupa la Valle Cerchiata e conserva tracce delle vecchie carbonaie, utilizzate in passato per trasformare in loco il legno di faggio in carbone.

Si sale con una pendenza prima lieve e poi più decisa protetti dall’ombra del bosco che non annovera solo faggi ma anche altre piante come l’acero montano. Tra i fusti si può notare un grosso masso incastrato, precipitato secondo i geologi a seguito del terremoto del 1703, da un rilievo, la Castelluccia, che è proprio il grosso sperone di roccia che si trova sulla sinistra quando si esce dalla faggeta.

Già da questo punto di osservazione si vedono rilievi di natura glaciale, con presenza di quelli che vengono definiti campi solcati.

Superati i 1.800 metri di quota, il faggio lascia il posto ad altri tipi di vegetazione. Si incontrano degli esemplari di ranno, un arbusto che produce dei frutti piccoli e di colore viola scuro, molto graditi agli orsi. Ci sono esemplari di verbasco, volgarmente detto tasso rabasso e di genziana, più vigorosa man mano che si sale.

In volo si possono avvistare dei gracchi che spesso iniziano a far sentire la loro presenza sin dai Piani di Pezza e, quando si sale di quota, i maestosi grifoni.

Tra i rilievi che si incontrano durante il percorso c’è la Cimata di Puzzillo sulla sinistra e difronte, sul fondo della valle del Monte Puzzillo, la Vena Stellante, con la sua parete aspra e rocciosa.

Salendo a un tratto si scorge il rassicurante rosso della parete del Rifugio Sebastiani, meta dell’escursione e punto privilegiato per l’osservazione dei rilievi citati fino a questo momento e di molti altri. Il rifugio a quota 2.100 è sormontato dalla vetta del Costone, 2.270 metri sul livello del mare.

Volgendo lo sguardo a est si riesce a vedere la linea di costa dell’Adriatico in giornate particolarmente terse, come è accaduto nell’escursione organizzata il 14 agosto scorso e guidata dall’accompagnatore di media montagna Matteo Lorenzoni di Abruzzo Mountains Wild (http://abruzzomountainswild.com/), quando la tramontana dei giorni precedenti aveva spazzato via ogni nuvola regalando un cielo limpidissimo con tanto di luna in pieno giorno.

Sempre dal Rifugio si vede la catena del Gran Sasso con Corno Grande che svetta, il Sirente, Monte Rotondo, Monte Magnola. Si può godere di un ottimo pranzo e dell’eccezionale ospitalità dei gestori del Sebastiani.

Si riscende per lo stesso percorso dell’andata, per un totale di circa 7 chilometri e 560 metri di dislivello con una buona percentuale del cammino protetta dal bosco che nelle giornate estive garantisce un notevole sollievo dal disagio della calura mista alla fatica. Ilaria Di Marco

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