DALLA FRANCIA A VILLA SANTA LUCIA DEGLI ABRUZZI A PIEDI, L’AVVENTURA DI DUE SESSANTENNI EMIGRATI ALL’ESTERO


VILLA SANTA LUCIA DEGLI ABRUZZI – Arriveranno a Villa Santa Lucia degli Abruzzi, il piccolo comune in provincia dell’Aquila affacciato sulla valle del Tirino, dopo aver percorso mille e cinquecento chilometri a piedi in poco più di un mese.

Si tratta di Adelio Amorosi e Franco Pianini, due giovani e vivaci sessantenni, partiti dalla città di Longlaville, in Francia, per raggiungere, passo dopo passo, la terra natia e consegnare il frutto di una raccolta fondi promossa dalla loro associazione “Hommage aux Origines”.

Una fantastica avventura ideata non tanto per sfidare i limiti fisici e mentali che questo tipo di impresa comporta, ma volta soprattutto a sostenere la ricostruzione e la ripresa turistica del borgo, anche dopo l’emergenza Covid.

Adelio risiede in Francia ma è originario di Villa Santa Lucia, il paese dal quale i genitori, negli anni Cinquanta, decisero di emigrare per cercare fortuna all’estero e trasferirsi così oltre le Alpi. Franco, amico di sempre, è invece marchigiano ma vive le stesse emozioni del compagno di viaggio perché i suoi genitori, nello stesso periodo, si trasferirono in Belgio.

Un viaggio a ritroso nel tempo per i due viandanti che arriveranno nella mattinata di sabato prossimo, 25 luglio, e che verranno accolti dall’amministrazione comunale, dalle associazioni territoriali e dall’intera comunità. È stato proprio il sindaco di Villa Santa Lucia, Paride Ciotti, con un avviso pubblico, ad invitare associazioni e imprese di Villa Santa Lucia, nonché gli stessi privati cittadini, a partecipare con iniziative di accoglienza a favore dei due avventurieri.

Lo spirito della manifestazione è quello di spronare e sollecitare la comunità a vivere il territorio con la stessa passione con cui gli escursionisti hanno iniziato questo lungo cammino. Un segno di vicinanza da parte di Adelio e Franco, sia morale che fisica, un modo per rilanciare il turismo nei piccoli borghi, nei luoghi ancora incontaminati e autentici d’Abruzzo che soffrono tuttavia spopolamento e abbandono.

Villa Santa Lucia come tanti altri paesi dell’entroterra abruzzese, intorno agli anni Cinquanta ha vissuto un importante esodo di massa. Famiglie intere afflitte dalle gravi difficoltà economiche del dopo guerra, raccolsero in valigie e bauli i loro effetti personali e cercarono fortuna all’estero, in particolare nei paesi del nord Europa come Francia e Belgio e in America. Un grande coraggio alimentato da disperazione e speranza in un futuro migliore. Gli emigranti narrano di momenti difficili e dolorosi lontani dal borgo natio, la lingua sconosciuta, gli usi diversi, la difficoltà di integrazione.

Oggi il piccolo comune del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga conta meno di cento residenti, contro i circa duemila degli inizi del Novecento ma la comunità è molto attiva e sono diverse le strutture ricettive che hanno aperto negli ultimi anni, segno di un ritrovato interesse verso un territorio che ha tanto da offrire.

Le avventure di Adelio e Franco si possono seguire sulla pagina social Hommage aux Origines.

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