ESTATE SENZA SAGRE PER IL CORONAVIRUS, “SI OSCURA TUTTO L’ABRUZZO”


PESCARA – “Il 99 per cento delle sagre in Abruzzo quest’anno non si farà”. A dirlo è Domenico Fusari, consigliere nazionale Unpli, Unione nazionale Pro loco d’Italia, nonché presidente della Pro Loco di Tornimparte (L’Aquila).

Le disposizioni legate al contenimento del virus sono praticamente proibitive per l’organizzazione degli appuntamenti che storicamente animano l’estate abruzzese.

“Il quadro è drammatico – sottolinea Fusari a Virtù Quotidiane -. A parte qualche piccolissima manifestazione dai flussi modesti, con questi vincoli così importanti è impossibile organizzare le sagre durante questa estate”.

Ciò che pesa maggiormente, oltre alle misure da garantire nell’organizzazione e nella gestione delle manifestazioni, è la responsabilità che ricade sui presidenti degli enti organizzatori.

“Quale presidente si prenderebbe mai l’assunzione di responsabilità con il Dpr 445, vale a dire il penale”, sottolinea Fusari. A ciò si aggiungono tutte le disposizioni da rispettare, tra distanziamento e misure di protezione.

Una perdita importantissima per il settore, in termini di immagine, dal momento che le sagre rappresentano, con il loro bagaglio di storia e tradizioni, iniziative attrattive per il turismo regionale, ma anche in termini economici.

“Lo scorso anno – afferma Fusari – abbiamo commissionato alla Cgia di Mestre, un’indagine economica sulle sagre in Italia, dalla quale è emerso che tra indotto e diretto si generano economie per 4,8 miliardi di euro”.

L’Abruzzo, che conta su 256 Pro loco iscritte all’Unpli, alle quali si aggiungono anche le Pro loco non iscritte e le altre associazioni, si conta un indotto di almeno 6 milioni di euro.

D’altra parte, però, secondo Fusari la Regione stessa ha le mani legate rispetto alle disposizioni calate dal governo nazionale.

“Anche in presenza di provvedimenti regionali – chiarisce – soprattutto con il rinvio al 31 ottobre dello stato di emergenza, rimarranno tutte le disposizioni attualmente in vigore, per cui non ci sarebbero le condizioni di legge per poter andare avanti. La situazione è drammatica – conclude Fusari -. Se le sagre si spengono, si oscura tutto l’Abruzzo”.

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