IN VALLE DEL SAGITTARIO CERVI AL POSTO DI PECORE CON NUOVO VINCOLO COMUNITARIO


ANVERSA DEGLI ABRUZZI – “Lunedi 17 luglio si terrà ad Anversa degli Abruzzi (L’Aquila) un incontro di condivisione delle Misure sito specifiche preliminare alla designazione del sito di interesse comunitario IT110099 come Zona speciale di conservazione. Così recita l’invito della Regione Abruzzo ai portatori di interesse tra cui i rappresentanti del comparto agricolo; ma da condividere ci sarà ben poco anche perché le scelte sono state fatte altrove e oggi la chiamata sembra più una parvenza di metodo che di merito”.

Lo dice in una nota Confagricoltura.

“Come se gli allevatori della Valle del Sagittario non fossero loro che hanno creato l’ attuale ecosistema pascolivo, come se i boscaioli non fossero loro che hanno con decenni di gestione forestale sostenibile salvaguardato e migliorato le foreste, come se i campi di patate, di fagioli, e gli stupendi orti della valle non fossero merito di chi si è spaccato la schiena tra le pietraie della montagna”.

“Nostro malgrado non è così – dice Confagricoltura – oggi ci sono gli studi di settore, finanziati dai soldi degli agricoltori con il Piano di Sviluppo Rurale, che mirano ad accompagnare il mondo rurale verso la fine di una civiltà millenaria. A nulla sono serviti i sacrifici negli anni, investendo nella conoscenza e nella promozione di reti anche con il pubblico per la valorizzazione del territorio, incentrando la gestione delle aziende non più su caratteri solo imprenditoriali ma anche sulla produzione di beni immateriali spesso con scarsi riconoscimenti economici”.

“Quegli studi di settore che oggi ci condannano a lasciar spazio ai cervi, per le colpe della non gestione faunistica delle istituzioni responsabili, sono dimentichi di ciò che significa produrre ambiente anche per i risvolti sociali, e hai voglia tu di parlare di attività resilienti”.

“Anche la Regione dimentica le Direttive comunitarie, o meglio riconosce solo quelle che gli convengono per coprire anni di ritardi che hanno costretto la Ue a intervenire con l’avvio di procedure di infrazione, e in questo idillio di decrescita infelice sono tutti con la memoria corta, anche se per Bruxelles solo l’agricoltura determina la conservazione dell’ambiente, il suo costante miglioramento, la mitigazione dei cambiamenti climatici, la valorizzazione del paesaggio e della biodiversità (Reg. CEE 1305/2013)”.

“Ma la Regione sembra poco attenta anche alle procedure, e così i comuni hanno adottato Piani di Gestione delle Aree Sicche oggi vengono stravolti dalle Misure di conservazione sitospecifiche, che si tenta di proporre senza legittimazioni procedurali ancora una volta o per coprire inadempienze funzionali o, ancora peggio, per le indebite pressioni di una parte del mondo ambientalista che sembra non digerire mai a pieno il concetto di inclusività sociale”.

“Ovviamente – conclude Confagricoltura – noi affrontiamo la vicenda per le nostre tematiche, ma più in generale come cittadini della valle abbiamo l’obbligo di una riflessione più profonda sul nostro vivere in queste zone, tolgono le pecore per togliere noi!”.