Korale, ecco il vino delle Donne del Vino calabresi contro la violenza di genere
COSENZA – Parla di rete, di sostenibilità, di donne. Si chiama Korale ed è il vino dedicato al femminile pensato e ideato dalle Donne del Vino-delegazione Calabria. La presentazione avverrà il prossimo 3 marzo, nella sede Ais della Calabria a Cosenza, in vista della giornata internazionale delle donne dell’8 marzo.
Korale, un vino rosso blend di vitigni autoctoni e antichissimi della regione, nasce proprio per contribuire alla lotta contro la violenza di genere e i femminicidi e dimostrare concretamente che l’unità e la solidarietà sono l’antidoto.
Le bottiglie saranno un omaggio per chi deciderà di donare al Centro Antiviolenza ‘Roberta Lanzino’ di Cosenza, una delle realtà più importanti in Calabria per tutte quelle donne che sono vittime di sopruso e che hanno bisogno di accoglienza.
Già a partire dal nome scelto, parte il racconto della storia che c’è dietro questa etichetta. Kora in greco antico era infatti la donna, la fanciulla, uno dei nomi con cui era invocata la dea Persefone (Proserpina in età romana). Era lei a guidare – secondo il mito – l’alternarsi delle stagioni propizie per la crescita dei frutti della Terra. Sempre lei la protagonista indiscussa degli splendidi ritrovamenti archeologici della Calabria: il suo culto ha informato di sé le colonie da cui sono sorte le città moderne. È per questo che nell’etichetta è riprodotto il profilo del volto di una delle tante statue ex-voto a lei dedicate, di cui la Magna Grecia era ed è costellata.
E poi il vino è corale perché nato dalla collaborazione delle associate. Ma korale è anche un inno alla sostenibilità, non solo nelle fasi di produzione dei singoli vini ma anche del packaging. Sono infatti state usate delle bottiglie più leggere e sottili, per pesare meno sull’ambiente, tappi 100% riciclabili, per minimizzare l’impronta di carbonio e una etichetta realizzata con fibre riciclate, in nome dell’economia circolare.
“Quando abbiamo deciso di unirci per progettare la nostra prima bottiglia era da poco stata uccisa barbaramente dal suo ex compagno Marisa Leo, associata delle Donne del Vino nella nostra regione sorella, la Sicilia. E allora abbiamo deciso di unire le forze e quello che di meglio sappiamo fare, il vino, per dire basta ad una strage quotidiana che è il frutto di una regressione della società”, ha detto Vincenza Alessio Librandi, delegata delle Donne del Vino in Calabria.

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