LA VALLE DELLE ABBEVERATE ATTRAVERSO LA GRANCIA DI SANTA MARIA DEL MONTE


L’AQUILA – È noto che la catena del Gran Sasso riservi panorami meravigliosi ma la sua unicità in Italia risiede nella presenza di straordinari altopiani, è il caso della piana di Campo Imperatore.

Il sentiero che percorre la Valle delle Abbeverate, anche detto Anello dei tre laghetti, parte nei pressi di Montecristo e arriva fino al Lago Racollo. Ha un dislivello scarsissimo, circa 100 metri e tra andata e ritorno è lungo circa 14 chilometri.

Durante il percorso in primavera si incontra un’enorme varietà di fiori: crocus, violette, genzianella che colorano i prati.

Nella valle ci sono altri due laghi prima di arrivare al Racollo: il lago di Barisciano e il lago di Passaneta con un piccolo rifugio utilizzato d’estate dai pastori. D’inverno sono ghiacciati, in primavera ricchi d’acqua e rappresentano una visione quanto meno inconsueta.

Proseguendo il percorso, sulla sinistra a un tratto si avvistano i ruderi della grancia di Santa Maria del Monte, una struttura cistercense costruita nel 1222. Non appena ci si avvicina si percepisce quale doveva essere la grandezza e la rilevanza dell’opera e soprattutto viene da immaginare quale dovesse essere stato lo sforzo per realizzarla, con i mezzi disponibili all’epoca e soprattutto in un luogo così selvaggio distante dai centri urbanizzati.

La grancia (o grangia) faceva parte dei possedimenti di Santa Maria di Casanova, come si legge dalle pubblicazioni del prof. Alessandro Clementi, era legata anche all’abbazia di Santo Spirito d’Ocre ed era perfettamente autosufficiente. Aveva la sua chiesa, le stalle, i luoghi per la lavorazione e lo stoccaggio dei prodotti derivanti dall’allevamento degli animali e dalla coltivazione della terra.

In seguito alla fruttuosa collaborazione tra i contadini, i pastori e i cistercensi, la grancia conobbe un lungo periodo di floridezza. Nell’ambito della transumanza fu un nodo di notevole rilevanza per lo smistamento del bestiame e lo scambio dei prodotti alimentari.

Da Santa Maria del Monte c’è una vista eccezionale delle Torri di Casanova, del Monte Camicia e del Monte Prena che in giornate particolarmente terse, sembrano vicinissimi.

Ancora pochi minuti di cammino e si giunge al lago Racollo con il suo Rifugio dove è possibile ristorarsi consumando prodotti tradizionali e alloggiare staccando completamente con la quotidianità visto che non c’è campo per i cellulari. Ilaria Di Marco

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