L’AGRICOLTURA E IL PAESAGGIO AGRARIO DELL’AQUILA DAL MEDIOEVO AL NOVECENTO AL MERCATO CONTADINO


L’AQUILA – Solo chi, come il professor Stefano Benedettelli del dipartimento di Scienze Agroalimentari di Firenze, è consapevole che il cibo è fonte di benessere, può cogliere fino in fondo l’importanza della conoscenza delle origini dei prodotti, delle vocazioni dei luoghi da cui si originano e della scelta di ciò che si mangia.

Lo ha ricordato bene l’agronomo Marco Manilla, introducendo la narrazione dello storico Raffaele Colapietra, che ha condotto i presenti in un viaggio nell’agricoltura aquilana dal Medioevo al Novecento, in occasione della Festa del Mercato Contadino, ieri all’Aquila, organizzata insieme a Confederazione degli agricoltori (Cia) e Slow Food.

Un percorso partito dall’inizio di via Forcella, vicino palazzo Carli, storia sede del rettorato, dove una targa indica la casa di Salvatore Massonio, letterato della fine del Cinquecento, che per primo dedicò interamente un volume ai vegetali, Archidipno, ovvero dell’Insalata e dell’uso di essa del 1628.

L’edificio in centro storico “è la testimonianza di una casa alto borghese”, ha fatto osservare il professore, “medico come il padre Lorenzo e come il figlio Lorenzo, è noto come un erudito che ha scritto delle origini dell’Aquila e di storia sacra. È stato uno dei maggiori scrittori petrarcheschi, è di levatura almeno nazionale, intesa come l’allora Regno di Napoli”.

Intervallato da letture di brani affidati all’attore Claudio Marchione, Colapietra ha continuato narrando raccontando le differenze tra l’area a ovest della città, a partire dalla zona di Pile dov’è oggi il Mercato Contadino, che “ha custodito un certo tipo di vita comunitaria con tendenza al raccoglimento con una vita comune maggiore rispetto all’individualismo del contado forconese”, e quella, appunto, più a valle, “più ricca di acque e con una coltura più specializzata e prospera, almeno fino all’inizio del Novecento”.

Le antiche industrie della provincia dell’Aquila di Teodoro Bonanni (1888), che descrive lo stato dei boschi, delle coltivazioni e delle attività artigianali nel XIX secolo, e Viaggio attraverso gli Appennini di Estella Canziani (1914), dove si descrive il mercato dell’Aquila, il paesaggio agrario e le tradizioni ai primi del 900, hanno completato il percorso condotto da Colapietra, che ha preceduto una cena a base di prodotti del mercato, il cui ricavato verrà utilizzato per migliorare il mercato e per completare e migliorare l’area verde.

Coordinato dal giornalista Giustino Parisse, quello di ieri vuole essere il primo di un ciclo di incontri con i quali il Mercato Contadino vuole aprirsi e farsi conoscere alla città. (m.sig.)

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