LE FORESTE VETUSTE DEL PARCO D’ABRUZZO IN CONVEGNO AD AVEZZANO


AVEZZANO – Il primo dicembre a partire dalle 9,30 si svolgerà ad Avezzano (L’Aquila), presso il Teatro dei Marsi, il convegno organizzato dal Comitato per la tutela e la conservazione del patrimonio naturale di Villavallelonga, finalizzato a divulgare la conoscenza non solo della bellezza delle foreste vetuste della Valle Cervara, ma anche della loro straordinaria importanza, sotto il profilo scientifico e naturalistico.

Il convegno è incentrato su due temi, “Le foreste vetuste un patrimonio comune da tutelare, conoscere, divulgare”, nella sessione della mattina, e “Le foreste vetuste: un riferimento culturale per la gestione sistemica dei nostri boschi”, nella sessione pomeridiana dalle 15,00 alle 17,30.

Relatori della prima sessione il prof Gianluca Piovesan dell’Università della Tuscia che tratterà, nello specifico, della foresta vetusta di Valle Cervara, Cinzia Sulli e Carmelo Gentile per il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, che illustreranno l’importanza, sotto il profilo scientifico e naturalistico, del riconoscimento delle foreste vetuste quale patrimonio dell’umanità, Raffaele Manicone, comandante Raggruppamento carabinieri Biodiversità, che illustrerà la gestione delle foreste vetuste da parte dei carabinieri forestali nel casentino e nella foresta umbra, Gabriele Guidolotti del Cnr, che interverrà sulla faggeta e il ciclo del carbonio: il ruolo delle foreste vetuste.

Sarà inoltre presente il presidente dell’Ente Parco, Antonio Carrara, nel dibattito che seguirà con il pubblico e per la chiusura dei lavori.

Particolare attenzione è stata riservata alle scuole, infatti tra i relatori vi saranno anche gli studenti della V P del Liceo Scientifico Vitruvio Pollione di Avezzano, quelli della III AT dell’Istituto tecnico Agrario Serpieri e quelli della IV A dell’Istituto tecnico Agrario Giovanni Falcone di Pozzuoli.

Il collegamento con la Campania è dovuto alla figura del botanico e naturalista, di levatura internazionale, Loreto Grande, nativo di Villavallelonga. Questi, strenue difensore dell’ecosistema, nell’arco della sua vita ha lavorato anche presso l’orto botanico di Napoli e l’Università Federico II conserva una parte del suo archivio.

Gli studenti della 3C dell’Istituto comprensivo di Trasacco hanno realizzato uno specifico progetto sulla sua figura, che ha partecipato all’edizione 2016-2017 del concorso regionale “Abruzzesi Illustri”, ricevendo la Menzione speciale Elaborato Multimediale “Un abruzzese illustre”. Saranno loro, pertanto, a parlarne nel convegno.

La collaborazione tra Ente Parco, Comune di Avezzano, Comune di Napoli e Cnr è finalizzata alla realizzazione di ulteriori e diversi progetti, anche da parte degli altri Istituti scolastici di Avezzano e di Napoli, coinvolti, a rotazione, nella loro elaborazione. Per tale motivo, oltre le classi che partecipano, in questo primo step, come relatori, saranno presenti delegazioni di studenti anche delle altre scuole superiori di Avezzano.

Il convegno – informa una nota – ha l’ambizione di rientrare, a pieno titolo, all’interno della logica che ispira l’Agenda 2030 dell’Onu. Tale documento, pubblicato il 14 luglio del 2016, determina gli impegni sullo sviluppo sostenibile che dovranno essere realizzati entro il 2030, individuando 17 obiettivi globali.

Relatori della seconda sessione, già accreditata presso l’Ordine dei dottori agronomi e forestali della provincia di L’Aquila e la sua Federazione regionale, saranno il generale di divisione Davide De Laurentis, comandante Comando carabinieri Biodiversità e Parchi, il prof Marco Marchetti dell’Università del Molise, il prof Bartolomeo Schirone dell’Università della Tuscia.

Seguirà alle loro relazioni una tavola rotonda, con la partecipazione di Carrara, Francesco Contu, responsabile Servizio Tutela Ecosistemi Forestali della Regione Abruzzo, Serafino Di Profio, presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e forestali della provincia di L’Aquila.

Un momento di confronto, dunque, fra tecnici e istituzioni, al fine di definire un decalogo di iniziative utili a migliorare la gestione forestale.

Il convegno ha il patrocinio del Comune di Avezzano e di Napoli, dell’Ente Parco, del Cnr e del Raggruppamento Carabinieri per la tutela della biodiversità.

Le foreste vetuste del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise sono state inserite nel patrimonio dell’umanità dell’Unesco nel 2017, dieci anni dopo l’individuazione delle prime foreste presenti in alcune aree dei Carpazi riconosciute dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura.

Nel 2017 il patrimonio dell’umanità si arricchisce di altri Stati e altre foreste: insieme a quelle italiane, quelle di Albania, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Slovenia e Spagna ed è complessivamente composto da 77 parti in 12 paesi europei.

Il riconoscimento è stato attribuito in base alla straordinaria importanza scientifica di queste aree.

Queste faggete vetuste, esempi di foreste primarie, santuari i cui alberi, in alcune zone, raggiungono quasi i 600 anni di età, come ad esempio nella Valle Cervara, sono indispensabili per comprendere la storia e l’evoluzione del faggio, che si è diffuso in tutte le altitudini, dalle zone costiere alle montagne, partendo dalle originarie aree glaciali dell’Europa sud orientale ed espandendosi verso l’Europa nord occidentale.

I cambiamenti più recenti nel criterio di distribuzione di queste specie sono connesse agli influssi del disturbo dell’uomo ed ai più complessi effetti indotti antropologicamente sul cambiamento climatico. Sia gli schemi di distribuzione più antichi, che quelli attuali, rappresentano naturali strategie di evoluzione adottate dai faggi per adattarsi e sopravvivere al cambiamento ambientale.

La predominanza di questi alberi attraverso estese aree dell’Europa è una testimonianza vivente del loro adattamento genetico.

In particolare, le faggete abruzzesi incluse nel patrimonio Unesco nel 2017 sono quelle di Valle Cervara (Villavallelonga), Selva Moricento (Lecce nei Marsi), Coppo del Morto (Pescasseroli), Coppo del Principe (Pescasseroli) e Val Fondillo (Opi).