LE PAGLIARE DI TIONE, UN BORGO FUORI DAL TEMPO


TIONE DEGLI ABRUZZI – Suggestivo esempio di insediamento rurale, le Pagliare di Tione sono costituite da un complesso di 108 unità nate come strutture per il deposito del foraggio, come pagliai, da cui il loro nome.

Furono successivamente impiegate come abitazioni temporanee da parte dei pastori e sono state utilizzate fino agli anni 50 del Novecento.

Si collocano tra il Sirente e la Media Valle dell’Aterno, a circa 1.000 metri di quota e costituivano un agglomerato autosufficiente.

Nel novembre 2016 la guida ambientale escursionistica dell’Aigae Marta Trobitz ha organizzato un’escursione che, partendo dallo Chalet del Sirente, graziosa struttura in legno che si trova sulla strada provinciale Sirentina, ha condotto alle Pagliare di Tione. Proprio difronte allo chalet inizia un sentiero che si inoltra nella spettacolare faggeta, in autunno caratterizzata da un tripudio di colori. Sono molti gli alberi vestiti di edera e le rocce sono ricoperte da spettacolari muschi.

Dopo qualche chilometro all’ombra del bosco, si esce all’aperto fino al lago di Tempra, piccolo lago di forma circolare utilizzato dagli animali per abbeverarsi.

Il percorso prosegue e sulla sinistra, fino all’arrivo alle Pagliare, si estende in tutta la sua lunghezza, il versante Nord del Sirente. Il sentiero sbuca su una strada asfaltata, interamente in discesa, molto panoramica, con colorati arbusti di rosa canina sui lati, e in lontananza iniziano a scorgersi le Pagliare.

Poco prima del villaggio, sulla sinistra, c’è la minuscola chiesa della Trinità, con caratteristici affreschi di arte povera sulla lunetta che sovrasta il portale di ingresso.

Proseguendo si giunge al villaggio che offre un colpo d’occhio notevole, è quasi un’oasi: risulta incredibile che in un pianoro così distante dagli altri centri abitati possa esistere questo borgo. Accedendo, sulla destra, si nota immediatamente una grande cisterna in pietra di epoca medievale, recentemente ristrutturata, utilizzata per raccogliere l’acqua.

Sulla sinistra c’è una piccola chiesa, con la corda della campana a portata di mano: difficile resistere dal suonarla. Le case sono fatte per lo più da un piano terra e da un piano superiore, di diverse grandezze, quella recentemente ristrutturata, quella diroccata, quella con l’esterno curato con tanto di fiori e muretti a secco e quell’altra con la corte invasa dalle erbacce. In ogni caso ognuna di loro ha il suo fascino.

Il percorso per il ritorno è identico, lungo circa 13 chilometri complessivamente, e si può concludere con una merenda allo Chalet del Sirente. Ilaria Di Marco

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