LO ZAFFERANO SOCIALE DI STEFANO, DISABILE CON LA PASSIONE PER L’AGRICOLTURA


L’AQUILA – Entusiasmo, passione, energia, impegno, queste emozioni ci sono tutte, a mancare per un disabile intellettivo sono solo le opportunità di inserimento, soprattutto nel mondo del lavoro. Nella società delle occasioni perse non ancora in grado di offrire programmi di integrazione sostenibili, risorse e competenze per le persone con disabilità, quella di Stefano non è solo una bellissima storia di integrazione, ma è anche la dimostrazione che l’opportunità rende possibile ogni desiderio.

Aquilano, 27 anni, Stefano Titani è un vulcano di allegria e rientra nella cosiddetta “categoria protetta” a causa della sua disabilità intellettiva. Una condizione che non gli ha impedito di realizzare un piccolo grande sogno: avvicinarsi al mondo dell’agricoltura, seguire un corso della Camera di Commercio dell’Aquila sullo zafferano, fare esperienza e coltivare così i primi bulbi di crocus, messi a disposizione dal Consorzio di tutela della zafferano Dop dell’Aquila.

“Stefano è disabile intellettivo ad alto funzionamento, nel senso che è autonomo in tutto, sia a livello motorio che dialettico. A giugno di quest’anno ho iscritto entrambi al corso con la voglia di dare a mio figlio un’opportunità che al centro diurno non avrebbe avuto”, spiega a Virtù Quotidiane il papà Alfredo che ha partecipato al corso insieme a suo figlio, per seguirlo e sostenerlo, come fa sempre, anche con le tante attività dell’associazione Special Olympics di cui è referente regionale.

La preoccupazione del genitore, come di tutti del resto, è legata al suo inserimento nel mondo del lavoro. In virtù della legge 68 del 1999 per le categorie protette a lavoro, Stefano è regolarmente iscritto all’ufficio di collocamento. Si tratta di un collocamento mirato che permette di valutare le persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e di inserirle nel posto di lavoro adatto, ma non è certo facile.

Ecco perché il corso e l’attività che ne è conseguita, con i primi bulbi che Stefano ha impiantato personalmente in un terreno di proprietà, in zona San Vittorino, rappresentano una preziosa opportunità di avviamento al lavoro.

Tenuto a più voci e in video conferenza a causa dell’emergenza Covid, il corso ha appassionato Stefano a tal punto da convincere il papà a vivere davvero un’esperienza diretta sui campi di zafferano della conca aquilana.

Grazie all’ospitalità di Massimiliano D’Innocenzo, presidente del Consorzio di tutela dello zafferano Dop dell’Aquila, Stefano e altri ragazzi diversamente abili, insieme ai soci del consorzio, durante quattro giornate sui campi di Civitaretenga (Navelli), hanno estratto i bulbi a luglio per impiantarli di nuovo ad agosto, hanno poi raccolto i fiori a settembre, infine hanno partecipato attivamente alla sfioritura dei pistilli.

“Un’esperienza straordinaria che ha coinvolto con grande sorpresa mio figlio, intenzionato a proseguire questa attività, dopo aver comprato personalmente i suoi primi bulbi – racconta Alfredo – . Un lavoro semplice e soprattutto ripetitivo, quindi assolutamente congeniale alle caratteristiche cognitive di Stefano”.

“Sono molto felice di questa esperienza che voglio fare ogni anno fino a diventare un vero produttore” dice Stefano che punta alla Dop e magari anche ad aprire una partita iva per la produzione.

“Ci vorrebbero agevolazioni fiscali che permettano alle persone con disabilità di avviare una piccola attività in proprio, in assenza di programmi di inserimento al lavoro”, dice con rammarico il padre, che ha già tentato di sollecitare diverse istituzioni sull’argomento ma senza nessuna risposta concreta.

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