MENSE, EMPORI DELLA SOLIDARIETÀ E DORMITORI: I CENTRI PER I POVERI APERTI IN ABRUZZO

Una mensa per i poveri a Mantova (foto Igor Cipollina)

L’AQUILA – In queste settimane segnate dall’emergenza coronavirus una comunità si definisce tale quando è in grado di dare supporto alle fasce fragili della popolazione.

In questo senso le strutture a supporto di poveri e indigenti, in tutto Abruzzo, stanno dimostrando di dare un servizio pubblico essenziale per molte persone che, in una situazione normale, vagano per lo più in strada o vivono d’espedienti.

È il caso di organizzazioni che gestiscono mense per i poveri, empori solidali e ricoveri per chi dovrebbe rimanere a casa, ma una casa non ce l’ha. Sono diverse in regione queste strutture, molte delle quali afferenti alle Caritas. La maggior parte di esse ha dovuto giocoforza modificare orari e modalità di apertura a causa dell’emergenza epidemiologica.

All’Aquila si può mangiare alla Mensa celestiniana gestita dalla Fraterna Tau nell’area di Piazza D’Armi. I locali hanno una capienza adeguata per il rispetto delle norme sulla distanza delle persone. Da “Celestino”, come comunemente viene chiamata la struttura in città, c’è anche un ricovero per indigenti. Nel capoluogo abruzzese c’è anche la Caritas, che ha punti di approdo principalmente a Coppito, Sant’Antonio e Paganica, dove è possibile avanzare richiesta per l’ospitalità notturna temporanea.

Ad Avezzano, secondo centro più popoloso della provincia dell’Aquila, la mensa “San Lorenzo” (via Bagnoli) è aperta tutti i giorni, inclusi i festivi. Serve colazione (dalle 9,30 alle 10,30), pranzo (dalle 11,45 alle 12,30) e cena (dalle 18 alle 18,30). L’emporio solidale invece apre martedì, mercoledì e giovedì dalle 10 alle 12. È stato attivato, infine, un servizio di consegna di viveri presso il domicilio delle famiglie bisognose.

Gli empori solidali sono piccoli negozi di generi alimentari dove le famiglie accedono attraverso una “Donocard” caricata dalla Caritas Diocesana. Il servizio è destinato ai nuclei familiari indigenti, in base a parametri quali il reddito familiare, la numerosità del nucleo, la presenza di anziani o minori.

Arrivando a Sulmona, la mensa diocesana di via Porta Romana rimane regolarmente aperta – nell’osservazione delle distanze di sicurezza – come anche l’emporio. Il servizio relativo al dormitorio, invece, è temporaneamente sospeso a causa dell’emergenza.

Nell’area metropolitana tra Pescara e Chieti, dove abita la metà della popolazione abruzzese, alcune mense popolari hanno ristretto o sospeso gli accessi per via del coronavirus. Rimane aperto il centro di accoglienza notturno della Cittadella dell’Accoglienza in via Giovanni Paolo II, in via Alento a Pescara, ma solo per garantire l’accoglienza ai presenti. Il centro è infatti attualmente chiuso a nuovi ingressi. Anche la mensa ha chiuso al pubblico, ma è possibile prelevare pasti d’asporto dalle 10,30 (per il pranzo) e dalle 17 (per la cena).

Chiusa al pubblico anche la casa della solidarietà “Madre Teresa” a Montesilvano (corso Umbero I), con possibilità di pasti d’asporto dalle ore 12 (per il pranzo). Per quanto riguarda gli empori della solidarietà, il “Papa Francesco” a Pescara (via Rubicone) è aperto lunedì, mercoledì e venerdì dalle 15,30 alle 18, con ingresso di una persona per volta. Stessa modalità per l’emporio di Montesilvano (corso Umberto I), aperto il mercoledì e venerdì dalle 16 alle 18,45.

Nel sud Abruzzo è attiva e aperta a Vasto (Chieti) la mensa della Caritas, in via Buon Consiglio, mentre a San Vito Chietino la Caritas continua la distribuzione di alimenti alle famiglie indigenti, e ha attivato un servizio telefonico (377-3940791) dove è possibile segnalare nuovi casi di disagio.

Nel teramano, infine, ha chiuso al pubblico la mensa “San Martino” di via Veneto a Teramo, che però distribuisce regolarmente pasti d’asporto tutti i giorni dalle 12 alle 13. L’emporio, in questo caso, apre su appuntamento telefonico.

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