NATURACCONTA, SULLA MAJELLA UNA SERIE DI ESCURSIONI NARRATE TRA BRIGANTI E PASTORI


CHIETI – Escursioni, trekking, camminate con teatro, narrazione e musica. Si chiama “NatuRacconta” e unisce la bellezza naturalistica del territorio della Majella alla tradizione e alla cultura.

Il progetto andrà avanti fino al mese di agosto. Le escursioni sono condotte dalle guide professioniste dell’associazione Camminare in Abruzzo, mentre la parte artistica è curata dall’attore pescarese Marcello Sacerdote, fondatore dell’associazione CuntaTerra, tra i vincitori del prestigioso Premio Trilussa “per la qualità della ricerca artistica e l’impegno sociale tra le proposte teatrali emergenti”.

Le escursioni narrate si svolgono in luoghi simbolo della Majella.

Il prossimo appuntamento in cartellone è fissato al 16 giugno con “Misteri e magie del Medioevo abruzzese”, che animerà San Liberatore a Majella.

L’attore Marcello Sacerdote ha raccontato del progetto in questa intervista per Virtù Quotidiane. Classe 1989, ha cominciato il suo percorso professionale nel 2009, prendendo parte a spettacoli, performance, cortometraggi e diversi progetti culturali in Abruzzo e fuori regione.

Nel 2013, con Francesca Camilla D’Amico e Manuel Borgia, fonda il gruppo Muré Teatro, con cui lavora fino al 2017 dando vita a un’intensa attività teatrale sul territorio regionale e nazionale. Nel 2018 fonda l’associazione culturale CuntaTerra, con cui si occupa di teatro, musica e didattica.

Parallelamente all’attività teatrale, Marcello Sacerdote si è specializzato in musica popolare. La sua formazione teatrale lo ha visto incontrare registi, maestri e pedagoghi del teatro come Eugenio Barba, Duccio Vannuccini, Julia Varley, Emmanuel Gallot-Lavallè, Cesar Brie, Yves Lebreton.

Come nasce NatuRacconta?

Il progetto nasce dalla felice collaborazione tra CuntaTerra e Camminare in Abruzzo e dall’amore condiviso per il territorio, la sua natura, la sua storia e le sue storie. Perché siamo convinti che per innamorarsi profondamente di un luogo o di un territorio, nel nostro caso l’Abruzzo, sia necessario osservarlo, camminarlo, viverlo, ma soprattutto conoscerne le storie, ascoltarne la voce autentica. Abbiamo, perciò, deciso di dar vita a un’esperienza unica che proponesse escursioni, trekking e camminate, integrate da racconti, musica e teatro. Un programma di emozionanti appuntamenti in alcuni dei luoghi più significativi della nostra terra. Per questa prima edizione siamo partiti dal Parco nazionale della Majella, dove ci incammineremo attraverso paesaggi meravigliosi e in buona compagnia di storie tratte dalla più autentica e leggendaria tradizione popolare, che raccontano di pastori, lupi, santi, briganti e molto altro ancora.

Quanto, secondo te, le storie della regione sono conosciute?

Credo, ahimè, che lo siano in generale ancora troppo poco. Parlo sia di quelle più ufficiali, riguardanti gli eventi storici che l’hanno attraversata e segnata, che di quelle legate alla cultura identitaria che la contraddistingue. Quella cultura cosiddetta popolare, fatta di tradizioni orali, memorie, usi e costumi che affondano le loro radici in tempi lontani. Un patrimonio materiale e immateriale vasto, complesso e preziosissimo che andrebbe riscoperto e valorizzato, nel profondo e con urgenza. Anni fa ho cominciato a raccontare queste storie prima di tutto per raccontarle a me stesso, perché sentivo il bisogno ancestrale di radicarmi, di capire meglio chi ero e da dove venivo. Poi ho pensato che, in effetti, non era un problema solo mio ma una questione comune, quella di un tempo come il nostro in cui ci si ritrova sempre più senza identità. E allora mi sono detto che forse raccontare quelle storie poteva essere utile anche ad altri.

Come si articoleranno i prossimi appuntamenti?

Il prossimo appuntamento è previsto per domenica 16 giugno con le storie del Medioevo abruzzese, in un luogo di eccezionale bellezza: l’Abbazia di San Liberatore a Majella. A luglio e agosto, in date che presto renderemo note, ci ritroveremo a Passolanciano sugli stazzi della Majella, per incamminarci tra i racconti dei pastori. Il 25 agosto chiuderemo il programma con un’escursione teatrale davvero unica, in cui narreremo le vicende dei briganti nei luoghi che i briganti hanno realmente vissuto, come nel caso del mitico Blockhaus.

Di recente hai vinto il prestigioso Premio Trilussa. Cosa ha significato per te?

È stata una gioia inaspettata. Ricevere un riconoscimento pubblico per il proprio operato nel campo del teatro, in un momento storico come questo in cui lavorare per l’arte e la cultura sembra sempre più difficile, è stata davvero una bella iniezione di fiducia. Un’onorificenza che ho ricevuto con piacere ma anche con molto senso di responsabilità, poiché mi stimola a svolgere con rinnovato impegno ed entusiasmo il mio mestiere di attore e operatore culturale.

Parliamo di CuntaTerra. Come nasce e quali sono le attività proposte?

Ho dato vita a CuntaTerra nell’aprile del 2018 con il bisogno di fondare una realtà artistica e culturale capace di creare legami profondi tra le persone e la bellezza, attraverso il teatro, la musica, l’arte, la cultura, la socialità. CuntaTerra è una terra di racconti, con un pensiero alle radici e lo sguardo aperto sul mondo. Una terra che, in parole povere, tenti di offrire occasioni per chi si voglia ardicrijà, che in dialetto abruzzese si traduce letteralmente in ricrearsi o crearsi nuovamente. Si rivolge a tutti coloro che abbiano voglia di stare bene al mondo, partecipando, collaborando, condividendo emozioni, saperi e conoscenze. È, quindi, terra di racconti in cammino per incontrare luoghi e persone, a cui portiamo i nostri spettacoli e le nostre proposte, ma è anche una terra che accoglie. Abbiamo, infatti, una sede a Brecciarola di Chieti, una casa, uno spazio culturale, artistico, sociale, creativo e ricreativo, polivalente e aperto a tutti, dove sentirsi sempre i benvenuti e ritrovarsi. Tra le svariate attività organizzate nel nostro spazio in questo primo anno di vita, possiamo citare una rassegna di tredici spettacoli teatrali e musicali per adulti e bambini, con l’intervento di artisti locali e nazionali, realizzata tra febbraio e maggio 2019, che abbiamo intitolato “La Buona Sumenda”. Oltre agli spettacoli, abbiamo proposto con successo diversi laboratori formativi tra teatro, musica popolare, danza tradizionale, benessere e crescita personale. Quello di CuntaTerra è uno spazio fondato sul senso di ospitalità e condivisione, un luogo di aggregazione, una bottega creativa aperta a ogni artista, operatore culturale, realtà o individuo qualsiasi che abbiano bisogno di un luogo dove poter lavorare, incontrarsi, provare, organizzare un evento, o che abbiano voglia di collaborare con una propria proposta, idea o progetto. Lo spazio nasce con il desiderio di poter diventare un piccolo polo di aggregazione, punto di riferimento per facilitare la formazione di reti artistiche e culturali, che nascano unicamente da un sincero spirito di cooperazione.

C’è uno spettacolo a cui sei rimasto particolarmente legato?

È la mia prima opera teatrale realizzata da CuntaTerra: “Primiano – Brigante per Amore”. Un lavoro creato in collaborazione con Camillo Chiarieri, storico e narratore abruzzese, che ha debuttato lo scorso dicembre al Flaiano di Pescara, dopo circa un anno di prove e ricerche. Uno spettacolo che porta con sé molto dello spirito di CuntaTerra: racconta una memoria antica, il brigantaggio postunitario, con l’urgenza di riconsegnarla al presente e al futuro. L’opera parte dal racconto di una storia locale, la vicenda del brigante abruzzese Primiano Marcucci, originario di Campo di Giove, attraverso la quale vengono recuperate anche tradizioni e identità culturali territoriali, per poi ampliarsi a un discorso più universale sulla condizione dell’uomo e alla narrazione di un fenomeno sociale che ha riguardato la storia di un’intera nazione.

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