“NESSUNO SI SALVA DA SOLO”, IL VIRUS NON FERMA VOLONTARIATO E ACCOGLIENZA


L’AQUILA – “Prima venivo a dare una mano alla mensa una volta ogni tanto” dice Salvatore tra i fumi della cucina e con la voce ovattata dalla mascherina. “Ma da quando è iniziata questa emergenza vengo quasi tutti i giorni”.

Salvatore è un giovane volontario della Mensa di Celestino, l’unica mensa dei poveri della città dell’Aquila gestita dall’Associazione Fraterna Tau.

Poi un’altra volontaria mentre prepara i cestini monouso con il pranzo da asporto “In questo momento non si può non dare una mano agli altri”.

La mensa di Celestino oltre a preparare quotidianamente i pasti che, dopo la chiusura della sala mensa per l’emergenza Covid19, vengono consumati da asporto, ospita dieci persone senza fissa dimora e distribuisce a circa cinquanta famiglie delle buste alimentari con beni di prima necessità ogni due settimane.

“Adesso questo servizio è stato sospeso” dice Anna Paola Vespa, assistente sociale e operatrice della Fraterna Tau. “Però veniamo contattati sia dalle persone che assistevamo prima, sia nuove persone che ci vengono segnalate dalla Questura e per quanto possibile cerchiamo di portare anche delle buste della spesa a casa”.

Poi c’è Mammadu, un volontario che da una mano a pulire i piatti: “In questa situazione delicata abbiamo deciso di venire a dare una mano alla Mensa di Celestino”.

Anche l’Arci L’Aquila, che dal 2013 è ente gestore dei progetti di protezione per richiedenti asilo e rifugiati per il Comune dell’Aquila, da quando è iniziata l’emergenza Covid19, ha deciso di chiedere aiuto alla Mensa di Celestino.

“Abbiamo deciso di consegnare il vitto preparato dalla mensa” dice Claudio del Tosto, operatore dei progetti Siproimi (Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per i minori stranieri non accompagnati) dell’Arci L’Aquila, “per ridurre le uscite e gli spostamenti dei beneficiari e di conseguenza i contatti e le esposizioni. Una pandemia di questo tipo colpisce duramente le fasce più deboli e più fragili della società ed è una cosa che riguarda tutti, italiani e non”.

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