Cronaca 21 Nov 2024 19:35

Pane sincero e nuova consapevolezza nel vecchio forno dei nonni nelle colline pescaresi

Pane sincero e nuova consapevolezza nel vecchio forno dei nonni nelle colline pescaresi

MOSCUFO – Casa Paris, qualcosa di sincero e genuino come il pane prodotto con le farine agricole della propria campagna, pasta madre viva e tanto amore. Ogni promessa è un impegno e questo è quello preso da Martina Paris e Simone Verrocchio, giovane coppia assai speciale con l’arte del pane nelle mani e uno sguardo pulito che conquista.

Nel verde di Contrada Senarica, prima collina a metà strada tra Cappelle sul Tavo e Moscufo (Pescara), dove un tempo erano le stallette e il vecchio forno di nonno Sandrino, Martina e Simone hanno costruito un nuovo laboratorio agricolo di trasformazione alimentare con agri forno, inaugurato da poche settimane. Producono principalmente pane, pagnotte dal sapore rustico che profumano di grano buono e di vita. Un pane che abbraccia la filiera.

Pane Cafone (blend di bolero e saragolla), Pane Ruvido (integrale), Pane Senatore (Cappelli), Farretto (bauletto di farro) e Bauletto di solina con i semi sono al momento le tipologie protagoniste del giovane agriforno che panifica farine con tutto il germe di grano da spighe coltivate sui propri terreni coltivati in regime bio, nove ettari in tutto tra seminativo, ortaggi e olivi. Le farine sono portate a macinare nei vicini mulini Cogestre e Cappelli.

Nella produzione non manca il pane stagionale, con la zucca o con olive nere e pomodori secchi, tutto prodotto in azienda. Ogni giorno anche pizza pane, focaccine pugliesi, ciabatte, pala monoporzione , biscotti, e il sabato colazione con veneziana alla crema. C’è anche qualche formato di pasta di grano saragolla lavorata dagli amici Annalisa Cavatoio e Pasquale Calvanese di Agricola Partenopea. Disponibili anche passata di pomodoro e peperoni cruschi prodotti con l’aiuto di Matteo Paris, fratello di Martina, che si occupa anche delle circa seicento piante di olivo dell’azienda di famiglia. Il piccolo negozio è allestito nella parte antistante l’agriforno ed è aperto dal mercoledì al sabato; al banco c’è Martina.

“Dalla collina di fronte arrivano le patate di un’azienda biodinamica, il burro e altri derivati del latte da un agri caseificio vicino, e poi ci siamo noi con il pane e il forno. Ci troviamo nel cuore di un mercato agricolo diffuso, è il nostro supermercato quotidiano” dice Simone con entusiasmo.

Simone, diplomato cuoco all’alberghiero di Pescara e intrapresa la carriera all’estero per poi capire di voler rientrare e mettere radici nel Belpaese, ha abbracciato la scienza della moderna panificazione“quasi per caso o forse no”, racconta a Vq.

“Lavorando in una location per matrimoni non lontano da qui, sono stato incaricato della produzione del pane per via della mia indole incline a prendermi cura delle cose e seguirle, nel caso specifico la gestione della pasta madre solida. Tutto è iniziato da lì. Ho anche conosciuto Martina ed è scoccata la scintilla. Quindi ho studiato in Alma con Ezio Marinato, fatto stage da Forno Follador in Friuli e per un anno, bellissimo, ho lavorato in Costiera sorrentina con Carlo Di Cristo come responsabile di un panificio. Poi di nuovo in Friuli addetto alla ricerca e sviluppo come lievitista, panettone con pasta madre viva, ricerca della materia prima. Finchè ho deciso di puntare sull’azienda di Martina occupandomi del pane e degli altri prodotti da forno”.

“La gestione degli impasti è materia complessa e a noi preme non produrre sprechi” tiene a dire Simone. Perciò, spiega, il lavoro dell’agri forno inizia il martedì per il mercoledì, e va avanti fino al sabato. “Volentieri lavoriamo con i Gas (Gruppi di acquisto solidale, ndr) e con le prenotazioni, un modo efficace per evitare sprechi di produzione” sottolinea la coppia. “Il nostro consiglio è di fare scorta dal momento che il nostro pane si mantiene bene in frigo a lungo e può essere rigenerato all’occorrenza. Investiremo sul fotovoltaico, l’obiettivo è avere impatto ambientale pari a zero”

Codice etico, progetti di filiera e visioni di impresa da condividere rappresentano l’obiettivo ultimo della coppia pronta ad unirsi alla rete dei Pau , nuova comunità della moderna panificazione rifondata da Davide Longoni e Pasquale Polito. Tutto fatto con cura, è quello il segreto, “un certo modo di fare le cose”, il modello dei nonni che vive nel nuovo respiro di quella casetta rinata dov’era .

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