QUANDO IL PATRIMONIO CULTURALE DIVENTA MISSION DI VITA: ARTE E CULTURA SECONDO D-MUNDA


L’AQUILA – Una massima dello scrittore russo Lev Tolstoj recita che possiamo vivere nel mondo una vita meravigliosa se sappiamo lavorare e amare, lavorare per coloro che amiamo e amare ciò per cui lavoriamo e non sembra esserci frase più appropriata per la squadra di persone di cui è composta D-Munda, l’associazione culturale nella quale operano dieci professionisti che hanno fatto dell’arte e della cultura il loro lavoro e attorno ad essi stanno plasmando la loro vita.

Sono Simona Balassone, presidente, Francesco Iorio, vice presidente, Francesca Di Felice, Tania Di Blasio, Paola Marulli, Danila Di Bartolomeo e con loro le fondatrici dell’associazione, Maria Rita Cianfarano, Alessandra Giancola, Benedetta Mattucci, Emilia Gallo, coloro che, nel 2016, a un anno dalla riapertura del Museo nazionale d’Abruzzo, il Munda dell’Aquila, nella sua nuova sede a Borgo Rivera, hanno voluto credere e scommettere in questa avventura.

Insieme, sono testimoni e ambasciatori di un territorio, l’Abruzzo, che non smette mai di stupire né chi lo visita, né tanto meno chi lo abita, nella sua commistione unica di natura, arte, beni culturali e ambientali perfettamente coniugati tra di loro, che se fossero note musicali sarebbero armonia per le orecchie di chi ascolta.

Ed è in questi luoghi dal fascino millenario che i componenti dell’associazione D-Munda si occupano di visite guidate per grandi e piccoli, laboratori didattici per le scuole e organizzano eventi e attività no-profit per le tre sedi nelle quali operano, oltre al Munda, il Museo Archeologico nazionale a Campli (Teramo) e l’Abbazia di Santo Spirito al Morrone a Sulmona (L’Aquila), collaborando con il Ministero per i beni e le attività culturali e con il Polo museale dell’Abruzzo.

Educare alla valorizzazione del rapporto tra natura, paesaggio, memoria e tessuto sociale, racchiudendoli nello scrigno della scienza e del metodo scientifico tipico delle professionalità di ognuno di loro, che sono storici dell’arte e archeologi, è l’obiettivo principale dei tanti progetti messi in campo da D-Munda che mette anima e corpo nella promozione del territorio passando proprio attraverso i beni culturali.

Tanti i progetti con i bambini, dall’asilo alle scuole elementari, fino alla scuola media e alle superiori con le quali D-Munda ha firmato delle convenzioni per l’alternanza scuola-lavoro.

“È importante che fin da piccoli si prenda dimestichezza con l’arte e le sue forme espressive”, dice Simona Balassone a Virtù Quotidiane, “e proprio con i più piccoli un progetto molto bello è stato quello che approfondiva la tematica del colore su diversi supporti, dal legno al bronzo oppure il laboratorio di ceramica e argilla in cui i bambini sono stati a diretto contatto con la materia e la sua risposta in relazione all’acqua”.

“I protagonisti di ogni iniziativa”, prosegue Balassone, “sono gli studenti stessi con i quali abbiamo condiviso tante esperienze, ad esempio in occasione della Giornata della Memoria, oppure attraverso le giornate delle famiglie al museo, quando tra balli e laboratori didattici, gli stessi alunni hanno raccontato le opere esposte all’interno del Munda. I più grandi hanno invece realizzato un questionario sulla customer satisfaction in italiano e inglese per le attività del decennale di “L’Aquila Città d’Arte” per raccogliere testimonianze di chi L’Aquila la vive e la visita da turista. Sempre loro hanno fatto da ciceroni all’interno del museo e sono loro le brochure, le fotografie, tutte iniziative che hanno portato gli studenti a Foligno per l’Expo Asl nell’aprile scorso”.

Per l’anno scolastico 2019/2020 l’associazione D-Munda avrà a disposizione un laboratorio nuovo e più grande nei propilei del museo e ha preparato un’offerta formativa molto ampia che spazia da laboratori a percorsi didattici fino alle visite guidate.

Spicca un progetto sui tratturi, per insegnarne il contesto su cui nascono, cosa sono e a cosa servivano con l’obiettivo di realizzare percorsi turistici e attività di promozione dei percorsi esperienziali. In questo contesto l’associazione vorrebbe riaprire anche alcune chiese tratturali che ad oggi sono chiuse.

Degno di nota è un ulteriore progetto, interessante sotto diversi profili, storico, architettonico, didattico e che ben si presta all’innovazione, al quale l’associazione lavora da un anno: proprio in occasione del decennale e con le scuole si vuole ricostruire digitalmente il capoluogo abruzzese usando Minecraft, famoso gioco on line.

Nel caso della ricostruzione dell’Aquila, i ragazzi imparerebbero giocando ma con solide fondamenta scientifiche. Ogni quartiere avrà un spazio temporale, in modo che i ragazzi possano fare tutto, non solo costruire L’Aquila attuale ma soprattutto far rivivere i molti volti che la città ha assunto nel tempo.

“Sarebbe una cosa eccezionale”, commenta Francesco Iorio entusiasta, “vorrebbe dire che 90 milioni di persone, tanti sono gli utenti di Minecraft, potrebbero vedere L’Aquila nel suo splendore! Impari a programmare, impari la storia e ti diverti”.

Esempi di realtà virtuali di questo genere sono stati già realizzati per Firenze, dalla Tate e dal British Museum di Londra che ha ricostruito la città prima e dopo del grande incendio del 1666.

“All’interno del Munda e grazie alla fiducia che Lucia Arbace, direttrice del Polo museale dell’Abruzzo, e Mauro Congeduti, direttore del Munda, ci hanno accordato, abbiamo studiato collezioni, catalogato e fatto conferenze, tutte esperienze che ci hanno permesso di essere apprezzati e che, soprattutto, ci hanno permesso loro di valorizzare la sala archeologica del Munda grazie a semplici ma utilissimi pannelli didattici che anche il fruitore occasionale del museo può usare”, spiega Balassone.

E proprio sul valore del Munda si sofferma Iorio che lo definisce “un museo troppo spesso sottovalutato ma che vuole vivere ed essere un punto di incontro e aggregazione. Non è semplice né scontato che un luogo dell’arte riesca a fare un discorso coerente così come fa il Munda con 2000 anni di storia, dal IX secolo a.C. fino al 1600. E questa qualità, il fatto stesso di essere dentro l’evoluzione del mondo in poco spazio non si trova ovunque”.

“Il museo promuove tantissime attività tra mostre, conferenze, presentazioni di libri, e soprattutto le realizza per ogni età”, spiega Balassone.

Le prossime due mostre che ospiterà portano i titoli di “La musica degli angeli. L’Abruzzo terra di antiche sonorità” e “Senza polvere. Il ritorno a L’Aquila di opere dai depositi”.

“Certo”, fa eco Iorio, “la continuità di tutte queste iniziative è subordinata all’affluenza e in questo le regioni del centro sud sono molto indietro. Eppure, paradossalmente, la conservazione è enorme, perché meno intaccata dalla modernità rispetto a tanti altri luoghi. C’è veramente tanto da fare. Io vengo dal Molise, una regione che è molto simile all’Abruzzo dal punto di vista storico e architettonico. E sono luoghi questi che potrebbero vivere di cultura e turismo”.

I temi attorno a cui l’associazione culturale D-Munda si muove sono fondamentali. Per il lavoro che i suoi componenti fanno con i bambini e i ragazzi, spesso ignari anche di dove sia la loro città perché nati a ridosso o dopo il sisma e perché vissuti nei moduli abitativi provvisori.

Per loro il discorso storico e urbanistico della città è indispensabile, come lo è anche per la ricostruzione sociale, tema forse abusato nell’ultimo periodo ma che dà la misura della necessità di ricomporre, tassello dopo tassello, sia L’Aquila a 10 anni dal terremoto che l’intero Abruzzo, luogo che può e deve fare della cultura il suo faro.

Proprio come in un mosaico, restituire la vita a luoghi, oggetti dimenticati che solo all’apparenza sono privi di significato vuol dire rimettere ogni frammento al suo posto, in cui ognuno di essi è parte di un tutto che, immaginato dall’alto, offre un quadro eccezionale. I frammenti di questo mosaico sono le varie anime di cui l’Abruzzo è composto: la città, la campagna, il mare, la natura selvaggia e incontaminata, la sua fauna, unica, la sua biodiversità, i beni culturali che l’intera comunità ha l’obbligo di preservare e il diritto di vivere. Luisa Di Fabio

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