RAGAZZI DISABILI RACCOGLIERANNO LO ZAFFERANO DELL’AQUILA DOP

Foto Francesco Paolucci

L’AQUILA – Una passione è bella se condivisa, nella Comunità XXIV Luglio ancora di più. È con questo spirito che i ragazzi dell’associazione di volontariato per la disabilità, nell’ambito di un progetto finanziato dalla Chiesa Valdese, volto alla conoscenza del famoso pistillo rosso, hanno accolto con entusiasmo, nella sede di via Ficara, all’Aquila, il presidente del Consorzio di Tutela dello zafferano Dop dell’Aquila, Massimiliano D’Innocenzo, insieme a due collaboratori.

La prima fase del progetto, che si articola anche in altri ambiti, si è concretizzata in un incontro teorico presso la XXIV Luglio nel corso del quale D’Innocenzo ha spiegato ai ragazzi le caratteristiche del prodotto, come si coltiva, le fasi della lavorazione, il significato della certificazione Dop.

La seconda fase del progetto prevede l’esperienza sul campo dei ragazzi che nel mese di agosto si recheranno a Civitaretenga (Navelli) per cavare i bulbi di zafferano e trapiantarli per poi, ad ottobre, raccogliere i fiori.

“L’entusiasmo è stato così forte che abbiamo pensato di organizzare un pranzo in comunità a base di zafferano. Durante la preparazione dei piatti abbiamo spiegato i procedimenti per l’utilizzo del pistillo  in cucina. Uno dei ragazzi ha portato il latte di capra prodotto in famiglia e così abbiamo preparato anche il formaggio di capra allo zafferano” racconta D’Innocenzo a Virtù Quotidiane.

Risotto, patate al forno e ricotta dolce, tutto il menù a base di zafferano, ha visto la partecipazione attiva,  condivisa e gioiosa dei ragazzi della comunità.

La Comunità XXIV luglio, handicappati e non Onlus, nasce nel 1980 ed è un’associazione di volontariato che da quasi 40 anni è un punto di riferimento cittadino per le tematiche della disabilità. Realizza sul territorio aquilano attività volte alla promozione e alla tutela dei diritti delle persone più deboli, a partire da quelle disabili.

Lo scopo principale è quello di favorire esperienze di socializzazione e di condivisione tra soggetti disabili e normodotati.

Attraverso l’osmosi continua e non formale delle esperienze di vita degli uomini e delle donne (disabili e non) che ne frequentano gli spazi associativi, la Comunità promuove relazioni che arricchiscono il bagaglio culturale ed affettivo di tutti gli associati, nella convinzione che ogni individuo, soprattutto in virtù delle proprie differenze, rappresenti una risorsa importante per la collettività.

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