REGIONE ABRUZZO RIVOLUZIONA LE NORME DEI B&B ED È RIVOLTA

PESCARA – La gran parte dei titolari di Bed & Breakfast abruzzesi in questi giorni è in subbuglio per la delibera di giunta n.1060/2018, varata in fretta e furia il 31 dicembre scorso, “all’insaputa e senza la dovuta concertazione di larga parte delle strutture, ma solo ed esclusivamente con incontri con una associazione di bed and breakfast che non rappresentava la maggioranza degli operatori”.

Secondo gli operatori “numerose strutture non sono state coinvolte (in Abruzzo se ne contano quasi 1000) e di conseguenza sono rimaste all’oscuro fino ad oggi, quando un gruppo di proprietari di bed and breakfast non si sono messi in rete per fare chiarezza sulla nuova normativa”.

“La delibera, di fatto, nel recepire la Direttiva Ce n.852/2004 trasforma tutti i B&B, senza alcuna distinzione, in esercizi di impresa alla stregua di bar, ristoranti, hotel imponendo così una serie di adempimenti (oltre quelli già previsti) sia burocratici che strutturali: effettuazione di corsi di formazione, particolari adeguamenti delle cucine, obbligo di compilazione del piano di autocontrollo e altro ancora. Tutti adempimenti che, oltre a determinare l’incremento dei costi, non proporzionati al regime dell’attività dei più, comportano l’assunzione di vincoli che risultano incompatibili con la maggior parte dei B&B, per i quali esiste già una normativa di riferimento, la legge Regionale istitutiva del 2000”.

La delibera in questione – denunciano inoltre i titolari delle strutture – andrebbe in contrasto proprio con quanto riferito sulla legge Regionale di settore che permette l’attività a conduzione familiare, quindi non in regime d’impresa (tant’è che la maggior parte opera senza partita Iva), come invece questa delibera vuole imporre.

Procedere in questa direzione significherebbe penalizzare la piccola ma fondamentale economia e di promozione di un turismo sostenibile tipico delle zone interne e/o di quelle terremotate.

La questione è stata già affrontata e risolta dalla Regione Veneto, dalla Sardegna e da altre regioni, le cui normative stabiliscono intanto che non sono soggette alle prescrizioni Ce quelle strutture che di fatto sono a conduzione familiare e non imprenditoriali, dando poi la possibilità di somministrare, oltre agli alimenti standard per la colazione continentale, anche dolci preparati in casa come torte, biscotti e tipicità del territorio.

“Il gruppo informale B&B Abruzzo a breve presenterà in Regione la richiesta di revisione della normativa approvata e di apertura di un tavolo di lavoro con tutte le parti interessate, al fine di scongiurare il sicuro danno al comparto a all’intero settore turistico regionale, in particolare quello dei territori interni e del cratere sismico le cui strutture, con questa delibera, rischiano la chiusura”.

Tra le novità introdotte dal provvedimento regionale, ce n’è anche una positiva, come quella che dà la possibilità ai b&b di servire a colazione i prodotti fatti in casa.

Con la nuova normativa, insomma, sarà possibile far trovare al turista il ciambellone della nonna o le pizzelle fatte in casa, a condizione, però – ha spiegato Ilgerme.it – che chi sceglie la formula “homemade” abbia frequentato il corso specifico, quello che prima era chiamato cioè il “tesserino sanitario”. Con tutto quello che questo comporta: il rispetto delle procedure di tracciabilità dei prodotti utilizzati e la loro corretta conservazione.

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