Cantine e vini 22 Set 2025 15:56

Vigneti più in alto, così le storiche Cantine Bosco rispondono ai cambiamenti climatici e riscoprono antichi vitigni

Vigneti più in alto, così le storiche Cantine Bosco rispondono ai cambiamenti climatici e riscoprono antichi vitigni

NOCCIANO – Un impianto di Maiolica, il vitigno a bacca rossa dalle antiche origini che può regalare un vino rosso leggero, dalla facile beva, adatto anche ad un uso quotidiano, così come oggi vogliono i consumatori.

Il vigneto, che cresce da tre anni e che finirà nel calice tra qualche anno, è a 450 metri di altezza sul livello del mare, con vista sul Gran Sasso a Civitaquana.

È una delle novità di Storiche Cantine Bosco, l’azienda vinicola della famiglia Bosco, nata alla fine dell’800 sui colli di Pescara per poi spostarsi a Nocciano dove ha ancora sede tutt’oggi.

I sessanta ettari di proprietà sono disseminati tra Nocciano e Civitaquana, dove da una decina d’anni i fratelli Stefania e Nestore Bosco alla guida dell’azienda stanno lavorando proprio per rispondere ai cambiamenti climatici “a 450 metri sul livello del mare”, spiega Stefania, “un’altitudine che aiuta nelle annate particolarmente calde, su terreni in collina che sono più drenanti rispetto al fondo valle. Qui abbiamo impiantato anche la Maiolica, con l’intento di fare un vino più quotidiano, leggero, meno impegnativo rispetto al Montepulciano d’Abruzzo”.

E nell’attesa di vedere gli sviluppi del nuovo impianto, Bosco entra nel cuore della produzione 2025, con la vendemmia dei bianchi che si è conclusa proprio in questi giorni e l’azienda pronta a iniziare la raccolta delle uve Montepulciano che daranno vita al Cerasuolo, per lasciare in ultimo quelle delle riserve di Montepulciano d’Abruzzo, “per le quali tendiamo a fare anche un leggero appassimento”, dice Stefania, “e dunque dobbiamo aspettare il giusto grado di maturazione”.

“Quest’anno finalmente siamo tornati a una vendemmia normale, sia nei tempi che nelle quantità. Dopo due anni catastrofici tra la peronospora (il fungo che ha falcidiato la produzione vinicola abruzzese, ndr) nel 2023 e la siccità nel 2024, due condizioni opposte, cioè troppa acqua e poca acqua”, sottolinea la produttrice, “finalmente possiamo dire di essere tornati ad una ottima vendemmia, iniziata nei tempi giusti intorno al 20 agosto per le uve chardonnay, per poi proseguire con il pecorino, senza sbalzi di temperature, piogge o grandinate. Abbiamo raccolto un’uva bella, sana, che ci consente di lavorare con serenità su tutta la produzione e mantenere quegli standard qualitativi che il mercato si aspetta da noi. I vini bianchi oggi sono sempre più cercati sia dentro che fuori Italia e quindi è importante riuscire a garantire una costanza in termini di produzione”.

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