SKYRUNNING, SUL GRAN SASSO I CAMPIONATI MONDIALI GIOVANILI CON DUECENTO ATLETI DA TUTTA ITALIA


L’AQUILA – Di corsa in quota, affrontando moderate difficoltà alpinistiche, da oggi a domenica sul Gran Sasso per i campionati mondiali giovanili di Skyrunning, la “corsa del cielo”, al quale partecipano duecento atleti da tutta Italia.

Si tratta – si legge in una nota – di un importante riconoscimento da parte della Federazione Internazionale Isf che ritiene la nostra montagna e la nostra regione un terreno ideale per lo svolgimento di queste attività ed è soprattutto una occasione per la promozione della nostra montagna la cui conoscenza sarà veicolata a livello mondiale.

Al campionato viene abbinata come gara di contorno la Gran Sasso skyrace classica per permettere la partecipazione degli atleti che non fanno parte delle squadre nazionali.

La Gransassoskyrace, premi “Piergiorgio De Paulis” e “Coppa Cnsas”, ha una tradizione di ben quarantacinque anni, essendo stata istituita nel 1975 dal Cai L’Aquila per ricordare la figura del giovane alpinista, volontario del Corpo nazionale Soccorso Alpino, scomparso sul Gran Sasso durante la prima salita invernale della parete Nord del Monte Camicia.

Se all’inizio era una competizione tra montanari, dall’edizione 2009 la Federazione Nazionale Fisky ha voluto contribuire al rilancio post terremoto dapprima inserendola nel calendario federale poi facendola diventare finale di campionato italiano e infine dal 2015 è stata prescelta per sperimentare i campionati mondiali giovanili che si sono poi qui disputati nel 2016 e 2018.

La manifestazione si svolge per tre giorni disputando due gare, il kilometro verticale la skyrace ed un evento culturale legato alla montagna.

Oggi si disputa la prova del kilometro verticale, Memorial Cicchetti, una gara con 1.100 metri di dislivello e 3,3 km di percorso e con partenza a cronometro.

Domenica lo Skyrace del Gran Sasso, premi Piergiorgio De Paulis e coppa Cnsas, di 22 chilometri di lunghezza e 2.200 metri di dislivello con partenza in linea.

Il percorso inizia da Fonte Cerreto (1.100 metri di quota, stazione di partenza della funivia del Gran Sasso) per salire a Campo Imperatore e di lì alla sella di Monte Aquila da cui scende a Campo Pericoli e al Rifugio Garibaldi e alle Capanne, poi risale a Sella dei Grilli e percorrendo la cresta frastagliata giunge in vetta a Monte Cefalone (2.533 metri).

Scende verso il passo Portella, risale al rifugio Duca degli Abruzzi per poi scendere in una unica lunga volata, sfiorando l’osservatorio astronomico a Fonte Cerreto.

Secondo gli organizzatori, la manifestazione è seguita da oltre 5.000 spettatori e 1.500 tifosi distribuiti lungo il percorso. Duecento i partecipanti, a fronte di una richiesta di partecipazione di oltre 800 concorrenti. Gli atleti provengono da ogni parte d’Italia, il 40% dal Lazio, il 20% dalla Lombardia, il 20% dall’Abruzzo, l’8% dalla Toscana, il 5% dalle Marche e il 5% dalla Campania.

Partecipa attivamente alla manifestazione anche il Nono Reggimento Alpini, presente con 7 atleti e con la stazione meteomont, piazzata alla partenza della gara con 4 specialisti, al fine di fornire gli impatti meteo con meteogrammi specifici relativi all’umidità alla temperatura e alla velocità dei venti, in modo da fornire informazioni meteo costantemente aggiornate a tutti gli atleti per gestire al meglio la gara in una cornice di massima sicurezza.

Il servizio Meteomont è in attività per le Truppe Alpine fin dal 1972, si basa sull’esperienza pluridecennale dei suoi componenti, opera in cooperazione scientifica con scambio dati con l’Università di Torino, collabora con Aineva (Associazione Interregionale di coordinamento e documentazione per i problemi inerenti alla neve e alle valanghe) con un protocollo di scambio dati ed esperienza in vigore dal 2017, è centro di competenza della Protezione Civile, produce bollettini meteorologici e monografie militari delle valanghe.

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