TARTUFO D’ABRUZZO: IGP E FIERA MERCATO PER RAGGIUNGERE I LIVELLI D’ALBA


FAGNANO ALTO – Il Marchio collettivo geografico ha compiuto ormai due anni, ma il tartufo abruzzese, che è stato riconosciuto anche con l’Indicazione geografica tipica (Igp), ha ancora molta strada da fare per raggiungere sul mercato i livelli di quelli più blasonati.

In Abruzzo sono 48 le aziende che producono tartufo su 1.500 ettari coltivati, 8mila i raccoglitori e 3mila i coltivatori, alcuni dei quali si sono ritrovati a Corbellino di Fagnano Alto (L’Aquila) per il convegno regionale organizzato dall’Associazione tartufai aquilani, dove Giovanni Pacioni, Mirco Iotti, Emidio Angellozzi, Gabriella Di Massimo e Fabio Cerretano hanno discusso delle moderne tecnologie scientifiche applicate sulla tartuficoltura e della salvaguardia dell’ambiente.

“Marchio e Igp sono un primo passo per il riconoscimento del tartufo abruzzese. Alla fiera di Parma generalmente c’è tutto tartufo abruzzese, siamo la prima regione come tartufaie ma siamo conosciuti poco perché i nostri tartufi li mandiamo fuori regione – ha detto Lorenzo Berardinetti, presidente della commissione Agricoltura della Regione Abruzzo – Stiamo facendo il regolamento in cui si da finalmente seguito alla legge regionale che prevede che il 50 per cento del costo del patentino, pagato da tartufai, venga reinvestito sul territorio, in ricerca, produzione e promozione. La prima cosa che vogliamo fare è una grande fiera mercato del tartufo come fanno ad Alba”.

“Negli ultimi anni abbiamo puntato sull’industrializzazione, che è fallita – ha spiegato Vinicio Cavalieri, presidente dell’associazione tartufai – abbiamo avuto una grande crisi e un arresto che ci ha portato a rivalorizzare determinati territori, ma ancora non riusciamo a dare la giusta spinta al prodotto tartufo, che è la nostra ricchezza. Ce lo invidiano tutti, è il prodotto biologico, più naturale e spontaneo possibile”

“Dobbiamo dare un nuovo input a tutta la tartuficoltura – aggiunge – Con la Regione stiamo istituendo un marchio regionale del tartufo abruzzese per promuoverlo nel mondo. L’istituzione è imminente, mancano pochi adempimenti, la grafica del marchio stesso e l’apporto di nuove aziende del settore”. (m.sig.)

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