ZAFFERANO, A PAGANICA TERRENI USO CIVICO GRATIS A GIOVANI COLTIVATORI
L’AQUILA – Un progetto in sinergia con la neonata Pro loco di Paganica che porti alla recinzione di un’area, in modo da difenderla dalle incursioni degli animali selvatici, da suddividere in lotti da assegnare a tempo determinato ai giovani che vogliano intraprendere la coltivazione dello zafferano.
È la proposta arrivata dalla conferenza “Lo zafferano nella storia paganichese e le prospettive per il futuro”, promossa da Raffaele Alloggia, che si è tenuta ieri a Paganica (L’Aquila) nell’ambito della Festa dei donatori del sangue.
Moderati da Marco Signori, sono intervenuti il prof. Giuseppe Chichiriccò, del corso di laurea in Biotecnologie dell’Università dell’Aquila, Massimiliano D’Innocenzo, presidente del Consorzio di tutela dello Zafferano Dop, Lorenzo Santilli, presidente della Camera di Commercio, Giovannina “Gina” Sarra, della cooperativa di produttori Piana dei Navelli, Nicola Ursini, presidente dell’associazione “Le Vie dello Zafferano” e Marco Palazzone ed Eugenio Masci, del ristorante Pane e Olio di Poggio Picenze.
“La maggior parte dei terreni idonei per la coltura dello zafferano nel nostro territorio, che vanno dalle colline di Tempera ai pianori che si estendono fino al Comune di Picenze”, ha detto Alloggia, cultore di storia locale, “ricadono nella gestione dei Beni di Uso Civico. Solo concedendo gratuitamente i terreni, i giovani potranno essere incentivati, e mai come oggi nel nostro territorio ci sono state condizioni così favorevoli per ottenere importanti contributi per la realizzazione di questi progetti”.
“Auspico il sostegno del nostro Comune dell’Aquila per questa idea di progetto, in quanto per alcune annose problematiche, come lo stato in cui versano i canali di irrigazione, colabrodo e con la salmonella, nulla di concreto è stato fatto sia da questa che dalla precedente amministrazione”, ha fatto notare Alloggia, che ha anche ricordato come la resa dei terreni paganichesi sia maggiore di quella di altri centri dell’area di produzione dell’oro rosso.
“Ancora oggi, a Paganica, sono decine e decine le persone che coltivano lo zafferano con piccole produzioni, ma poche coloro che lo coltivano secondo il disciplinare della Dop”, ha svelato ancora Alloggia, “ciò è dovuto anche a informazioni distorte. I paesi dell’Altopiano di Navelli, come tutti i paesi di montagna della nostra provincia, a causa della mancanza del lavoro e la precarietà dei servizi, hanno subìto un lento e graduale spopolamento dei giovani, ciò che fortunatamente non è accaduto a Paganica”.
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