ARTE E SCIENZA, ALL’AQUILA UNA MOSTRA D’ARTE CONTEMPORANEA CELEBRA IL GENIO DI LEONARDO


L’AQUILA – Sarà inaugurata il 25 settembre prossimo la mostra “La Scienza del Fare” a Palazzo Camponeschi, sede del rettorato dell’Università degli studi dell’Aquila e, collegata a questa iniziativa, l’omaggio a tre artisti italiani “Manera/Parres/Gabbana” allestita nel vicino Palazzetto dei Nobili.

Organizzate dalle associazioni Arte Nuova dell’Aquila, Pescara Arte Revolution di Pescara e Art & Partners di Roma le due esposizioni hanno ricevuto il patrocinio dell’Ateneo aquilano, del Comune e del Museo Sperimentale Muspac dell’Aquila, mentre l’allestimento è stato realizzato in collaborazione con la sede Abruzzo del Centro sperimentale di Cinematografia e la manifestazione si inserisce nel programma dell’annuale appuntamento di Street Science.

“La Scienza del fare” è dedicata a Leonardo da Vinci, colui che seppe unire arte e scienza e per questo sarà uno degli eventi della Notte dei ricercatori che si svolgerà il 27 settembre prossimo.

Leonardo fu il perfetto esempio di come l’arte e la scienza possano formare un sodalizio umano tutt’altro che contrastante: e non si tratta solamente di congiunzione degli opposti, si tratta di un qualcosa di più, che potremmo definire vera e propria armonia.

“Ci sarebbe ancora tanto da dire su questa intesa tra arte e scienza – si legge nel catalogo della mostra – ma cerchiamo di sintetizzare tramite quanto scritto, un qualche mese fa, nella rivista Centro studi di città della scienza: l’arte e la scienza sono entrambe prodotti dell’evoluzione biologica e culturale; l’arte e la scienza sono, da sempre, fonte reciproca di ispirazione; l’arte è un canale significativo per comunicare la scienza”.

L’esposizione si compone anche di una sezione che vede la presenza di tre maestri dell’arte contemporanea quali Enrico Manera, Alberto Parres e Maurizio Gabbana, oltre a ventidue eccellenti artisti partecipanti, che si dividono in tre gruppi.

Abbiamo, nel primo, riunitosi in un percorso che va da un costruttivismo più radicale all’esperienza iconica, seppure contaminata già da studi informali, personalità come Fabrizio Campanella, Alfredo Celli, Antonio Cimino, Giuliano Cotellessa, Marco Fattori, Marilù Giannantonio e Fausto Marganelli; poi un secondo in cui la ricerca di immagini tratte dal reale unita a una cultura millenaria come quella figurativa trovano visione nei lavori di Lino Alviani, Giancarlo Costanzo, Alfredo Di Bacco, Cesare Giuliani e Alessandro Piccinini; invece nel terzo e ultimo gruppo, in cui dominano installazione, assemblaggio di più componenti e rimandi spaziali alle tre dimensioni, troviamo Bruna Bontempo, Rossano Di Cicco Morra, Luciano Di Gregorio, Bruno Di Pietro, Volha Fiodarava, Cleonice Gioia, Pierpaolo Mancinelli, Vladimiro Marrama, Shuhei Matsuyama e Giampiero Piccinino Verna.