COMBATTERE LO SPOPOLAMENTO: IL PROGETTO NELLE AREE INTERNE CHE INSEGNA AI GIOVANI I MESTIERI DEL LIBRO

Luigi Guarino

FONTECCHIO – Imparare i mestieri del libro in un borgo nel mezzo di un parco. Potrebbe essere questa un’estrema e certamente non esaustiva sintesi con la quale descrivere Officina Manuzio, un progetto ideato nei mesi scorsi da persone e associazioni provenienti da tre diverse province dell’Abruzzo.

Si tratta di un corso formativo sui “mestieri del libro” rivolto agli abitanti delle aree interne appenniniche, finanziato con tremila euro da Abrussels, associazione degli abruzzesi a Bruxelles.

Proprio nella capitale belga il progetto dell’associazione Harp di Fontecchio (L’Aquila), piccolo comune della Valle Subequana, ha avuto la meglio su altre 21 proposte nel bando “RilanciAmo”, ideato da Abrussels con il fine di valorizzare il patrimonio artistico e culturale abruzzese, e in particolare delle aree colpite dai terremoti avvenuti negli ultimi undici anni.

Con la vittoria del concorso, ufficializzata a inizio marzo, l’idea ha iniziato a prendere concretezza.

Insieme all’associazione di Fontecchio e all’amministrazione comunale guidata dalla prima cittadina Sabrina Ciancone, nel progetto c’è anche il Dipartimento di scienze umane dell’Università dell’Aquila, l’editore di Pineto (Teramo) Riccardo Condò e Paolo Fiorucci, commerciante chietino e titolare di “Il libraio di notte” a Popoli (Pescara), a cui Virtù Quotidiane ha dedicato un approfondimento poco meno di un anno fa.

L’obiettivo del progetto Officina Manuzio – I mestieri del libro è fornire ai partecipanti dei corsi che verranno attivati le conoscenze e le competenze per entrare nel mondo dell’editoria, e favorire collaborazioni di lavoro, avviando, nel frattempo, un processo partecipativo con la comunità subequana per la creazione di una vera e propria “officina editoriale”.

In altre parole valorizzare i mestieri del libro e, perché no, contribuire a formare professionalità che, dai piccoli borghi dell’Abruzzo, possano iniziare a lavorare nel mondo dell’editoria: “Non volevamo organizzare un corso di scrittura creativa – racconta Fiorucci a Vq – perché già ce ne sono tanti e validi. Officina Manuzio parla della filiera editoriale, di come si impagina un libro o della correzione delle bozze”.

Ci si pone dunque l’obiettivo anche di creare potenziali giovani professionisti nella filiera del libro, nella ricerca d’archivio, nella traduzione di testi o nella promozione della cultura del libro, con una ricaduta positiva sui territori periferici come quelli sull’Appennino centrale.

Si tratta di professioni e mestieri che, come è noto, soffrono da anni la concorrenza delle companies monopolistiche del web, ma che possono essere riscoperti anche con chiavi di letture diverse.

Basti pensare all’attenzione, seppur simbolica, che ha rivolto il governo alle librerie, alle quali è consentita l’apertura anche in questa fase di emergenza.

Officina Manuzio è indirizzato a un numero massimo di circa 30 partecipanti, rivolto ai giovanissimi degli ultimi anni delle scuole superiori, ma anche a diplomati, universitari e disoccupati in cerca di impiego. Si vogliono inoltre coinvolgere scrittori della nuova generazione abruzzese, come Alessio Romano e Maura Chiulli, e altri provenienti da fuori regione.

La fase operativa è attualmente in stand by, in vista della fine dell’emergenza Covid, ma l’idea è di organizzare il corso (un totale di 104 ore tra formazione teorica e pratica, tra cui la pubblicazione e la promozione di un instant book) dal vivo, ovviamente a Fontecchio.

Dipenderà molto dalla cosiddetta “fase 2”, ossia dalle misure di contenimento del contagio da coronavirus che saranno messe in campo nelle prossime settimane.

Al di là dei dettagli, che saranno resi noti nelle prossime settimane, Officina Manuzio è un’intuizione romantica e al tempo stesso pratica: fare formazione per la cultura nelle aree interne, per il rilancio dei borghi.

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