GLI STUDENTI DELL'”AMEDEO D’AOSTA” DELL’AQUILA INCONTRANO IL DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA LUCIANO TOVOLI


L’AQUILA – Scuola e cinema si incontrano grazie all’iniziativa dell’Istituto d’istruzione superiore “Amedeo D’Aosta” dell’Aquila che il 27 ottobre ha inaugurato il primo di una serie di appuntamenti nell’ambito del progetto extra-curricolare I Mestieri del Cinema, docente tutor Francesca Giandomenico, presentatore Piercesare Stagni, critico cinematografico.

I ragazzi hanno avuto il privilegio di incontrare il maestro Luciano Tovoli, noto direttore della fotografia che tra i maggiori riconoscimenti ha conquistato due Nastri d’Argento (per Professione reporter di Michelangelo Antonioni e per Splendor di Ettore Scola) e un David di Donatello per Capitan Fracassa.

La sua carriera vanta collaborazioni con altri registi italiani come Marco Ferreri, ma anche francesi (le commedie di Veber), americani (ha lavorato al thriller Single white female) e con grandi nomi della cinematografia internazionale.

Il progetto è finanziato dal Miur e dal Mibac e organizzato dall’associazione FilmInArt, (direttore artistico Barbara Barni e Micol Conti presidente dell’associazione) in partenariato con l’Istituto d’Istruzione Superiore “Amedeo d’Aosta “ dell’Aquila e il Liceo “Ciardo Pellegrino” di Lecce.

Gli studenti, dopo aver visto preliminarmente e autonomamente il film Professione reporter (1975) hanno avuto l’opportunità di aprire un dialogo con il direttore della fotografia Luciano Tovoli per parlare di tecnica, di piano-sequenza, di visione.

Che tipo di lavoro c’è dietro una narrazione cinematografica che sembra essere registrata senza il controllo del regista, in un universo di oggettività dove cose e persone sembrano avere lo stesso peso? La storia del reporter che prende il posto di un altro, nel vano tentativo di rifarsi una vita è il tema dell’incapacità dell’individuo di stabilire con la realtà un rapporto autentico. E che ruolo ha il cinema nella trattazione di questo tema? La piattaforma on-line, teatro dell’incontro, non ha frenato l’interesse dei ragazzi né il carisma del maestro Tovoli, che ha interagito con loro alla luce delle sue diversificate esperienze nel campo cinematografico, pensiamo, oltre ai già citati lavori, ai documentari sperimentali in epoca maoista.

Spezzoni, sequenze mostrate e commentate per una lettura dell’immagine in funzione di un linguaggio interpretativo consapevole che attraverso la tecnica raggiunge la rappresentazione di una realtà, di una emozione, di un messaggio.

“Interagire con Luciano Tovoli in un momento in cui la didattica per necessità ascritte alla pandemia in corso si reinventa è stato un momento formativo fondamentale sul piano curriculare e su quello della relazione umana”, commenta in una nota la professoressa Sonia Ciuffetelli, “un valore aggiunto, in un clima di aule deserte e sedie vuote a dimostrare che la scuola oggi compie il miracolo di esserci, oltre lo spazio fisico e oltre la materia”.

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