LA MOSTRA DI GRILLO? COSTRINGE A PROVARE EMOZIONI


L’AQUILA – “Si possono avere parere contrastanti sulla mostra, ma l’importante è fermarsi e trovare il proprio significato, la propria emozione. È una mostra che ci costringe a provare emozioni. Le emozioni ci scuotono, ci cambiano. È questo il senso della mostra”.

È la riflessione di Sara Cavallo, direttrice artistica di Sharky Art Gallery dell’Aquila, sulla mostra fotografica di Roberto Grillo allestita lungo corso Vittorio Emanuele.

“‘Ricordo, Memoria e Futuro. Il ricordo di ciò che è stato lo consegno alla memoria della mia gente, affinché non dimentichi, tragga insegnamento e costruisca il futuro dell’Aquila’. La mostra di Roberto Grillo inizia (o forse finisce, dipende da dove la si inizia a guardare) con queste parole. Parole su cui riflettere, dense, piene di significato. 13 grandi fotografie che da aprile 2019 sono esposte e anzi si impongono agli occhi degli spettatori lungo Corso Federico II a L’Aquila”, scrive Sara Cavallo.

“13 volti ritratti in primissimo piano. Le rughe, generalmente segno del tempo che passa, sono state volutamente accentuate, segni indelebili non solo del tempo ma anche di vita vissuta. Sono proprio i pensieri scritti dai protagonisti sulle rughe a renderle così accentuate, sentimenti profondi che trasformano le rughe in righe su cui scrivere”.

“Quei 13 volti”, fa osservare la Cavallo, “al di là delle critiche che possono essere state fatte, sono volti che raccontano quello che è stato. Silenti in quello che potrebbe sembrare un rigor mortis, ma in realtà rappresentano un momento di sospensione, di riflessione”.

“Si chiudono gli occhi e il mondo per un momento scompare, si ha modo di pensare, di estraniarsi e dunque di ricordare”.

“Volti silenti si è detto, ma molto comunicativi: le scritte sono pensieri indelebili che parlano a chi alza gli occhi. Osservare quei volti e leggere quelle parole, domandarsi chi siano quelle persone meno note, costringe a fermarsi e riflettere. Soltanto uno sguardo poco attento e frettoloso può interpretarli semplicemente come una carrellata di volti tristi o funerei. Per capire, bisogna fermarsi. L’emozione non deve necessariamente essere bella”, continua.

“Si possono avere parere contrastanti sulla mostra, ma l’importante è fermarsi e trovare il proprio significato, la propria emozione. È una mostra che ci costringe a provare emozioni. Le emozioni ci scuotono, ci cambiano. È questo il senso della mostra”, ragiona Sara Cavallo.

“Riaprire quegli occhi significa andare avanti. Ma non esiste futuro senza ricordo e memoria, per di più in una città che dopo 10 anni ancora non ha un luogo del ricordo e della memoria”.

“Ed eccolo qui il futuro: la mostra lascerà il posto a nuove fotografie, frutto di un concorso di idee di fotografi diversi, un atto coraggioso da parte dell’Associazione Segno che la intitolerà ‘Laquilanuova – la rinascita’. Ricordo, Memoria e Futuro: chissà che il ricordo e la memoria non riescano davvero a costruire il futuro”, conclude Sara Cavallo.

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