LA PANARDA DEDICATA AL MAGICO MONDO DI TOLKIEN INCANTA BUCCHIANICO


BUCCHIANICO – Sabato 23 marzo grazie alla disponibilità e gentilezza dei “Beorniani”, un’associazione di ragazzi appassionati di Tolkien ai quali qualche giorno prima avevo volentieri concesso un’intervista sui film fantasy girati in Abruzzo, ho potuto vivere un’esperienza incredibile, di quelle che ti restano dentro come un ricordo straordinario, da raccontare alle future generazioni.

Quando, nel salutarci dopo aver registrato l’intervista, i ragazzi mi avevano invitato alla “Panarda Tolkeniana” che si sarebbe tenuta la settimana successiva a Bucchianico (Chieti), avevo accettato con curiosità ma anche una certa diffidenza: intuivo dalla sincera emozione che traspariva dai loro occhi che doveva trattarsi di qualcosa di veramente particolare e a cui stavano lavorando con grande entusiasmo e impegno, ma in realtà non riuscivo a immaginare come il magico ed etereo mondo evocato dal grande scrittore potesse incontrare quello ben più concreto e materiale della tradizione gastronomica abruzzese.

In più il termine panarda evocava in me una certa soggezione, dopo aver verificato che molte delle leggende legate a questo mitico banchetto luculliano, regina della gastronomia abruzzese, erano effettivamente autentiche: nato come iniziativa una tantum per rifocillare i poveri, si era nel corso dei secoli trasformato in pranzi celebrativi per figure religiose, o offerti in onore di ospiti importanti, o ancora in pranzo di nozze.

Ogni volta però il denominatore comune era sempre lo stesso: chi non riusciva a mangiare tutte le pietanze proposte rischiava grosso, spesso veniva minacciato dal padrone di casa al grido di “mangia o ti sparo”, perché si riteneva che il rifiuto potesse essere causa di sfortuna futura.

La panarda è tradizione diffusa in quasi tutta la regione, è nota a Lanciano, Sulmona, L’Aquila, Luco dei Marsi, Rocca di Botte, Villavallelonga e in molte altre località, con differenze riguardanti il numero delle portate e la varietà delle pietanze proposte, che possono arrivare tranquillamente anche a cinquanta.

Questa volta la particolarità consisteva nell’originalissimo incontro tra la tradizione abruzzese e l’affascinante mondo delle Terre di Mezzo narrato dal grande scrittore J.R.R. Tolkien: il bel paese di Bucchianico mi ha accolto da subito con una particolare atmosfera, complice anche la prima, sinuosa oscurità della sera, che mi ha accompagnato fino al luogo dove si sarebbe svolta la panarda, il Palazzo del Comune.

Sin da subito mi sono sentito immerso in una atmosfera incredibile: Hobbit, elfi, maghi, orchi, principesse, dame e numerosissimi personaggi del variegato mondo della Saga narrata nel Signore degli Anelli danzavano magicamente intorno ad un fuoco accompagnati da una cornamusa e da altri strumenti antichi.

Un vero e proprio tuffo in un passato imprecisato ma affascinante, con la sensazione di non vederla celebrata meccanicamente ma di vederla realmente vissuta appieno: davvero emozionante.

La cena, per ben centodieci fortunati commensali, è iniziata dopo il benvenuto del Maestro Cerimoniere, con le numerosissime e succulente portate declamate una ad una da un banditore, e non prima di aver avvisato che saltare una pietanza o rifiutarsi di rispondere ai numerosi brindisi proposti avrebbe significato essere condotti dal feroce e tetro Guardiano di Mensa ad una vera e propria gogna, che faceva bella mostra di sé vicino all’immensa tavolata.

Le portate? Beh, circondato dalla compagnia di simpaticissimi amici come Serena, Francesco, Sara, Nicolas e Dante, ho gustato tra l’altro funghi ripieni al tartufo, formaggi, salumi, sformati, timballini, chitarrine, gnocchetti, risotti, goulash, polletti, fegatini, maiale, e ancora insalate con veri e coloratissimi fiori, e tanto altro ancora, un incredibile e gustosissimo percorso per nulla simbolico ma tremendamente reale ed impegnativo.

Faticoso ma divertentissimo e organizzato benissimo e in un contesto stupendo: il sottoscritto non è neanche andato male, avendo mangiato tutte le portate ed evitando così la terribile gogna.

Ho anche rimediato alla pecca di essere l’unico “civile” non in costume, chiedendo in prestito ad un simpatico amico “nano” elmo, spada e … barba! Con gli altrettanto numerosissimi dolci si concludeva poi una serata davvero particolare, irripetibile, suggestiva.

Ho saputo che i ragazzi artefici della splendida organizzazione, guidati dal solerte e unico Nicolas Gentile, hanno addirittura costruito nei pressi del paese una bellissima e rara Casa Hobbit, dove in estate organizzano altri eventi in tema con lo splendido mondo di Tolkien: la loro è indubbiamente una bella intuizione, in grado di far vivere grandi emozioni, e il successo della loro cena credo sia solo l’inizio di una lunga serie di bellissime celebrazioni. Grazie! Evviva la Terra di Mezzo.

*critico cinematografico