LA SCUOLA NAZIONALE DI CINEMA ALL’AQUILA, STUDENTI DAL MONDO IN UN’ECCELLENZA TUTTA ABRUZZESE


L’AQUILA – Il nome dice poco persino se si pronuncia all’Aquila, ma in realtà è un’eccellenza dell’intera regione. La sede abruzzese del Centro sperimentale di Cinematografia (Csc)–Scuola nazionale di cinema trova spazio in un edificio moderno, dalle pareti quasi interamente vetrate, nella prima periferia del capoluogo abruzzese, in via Rocco Carabba, a due passi dalla stazione ferroviaria e dallo snodo viario di viale Corrado IV.

La scuola nazionale di cinema italiana è la più antica al mondo, e oggi è presente in sole cinque città italiane: Roma, Milano, Torino, Palermo e, appunto, L’Aquila. La “cenerentola abruzzese” – l’unica tra le città sede della scuola a non essere una metropoli – è stata scelta dal Ministero per i beni e le attività culturali nel 2011.

Poco dopo il terremoto del 2009, in coincidenza con la crisi irreversibile della storica Accademia dell’Immagine, il Ministero, come anche la Regione Abruzzo e il Comune dell’Aquila, hanno deciso che questa eredità doveva essere assunta dal Centro sperimentale di cinematografia. Così è nata la sede abruzzese (di proprietà totalmente pubblica, fattore che causa periodicamente non pochi problemi al finanziamento delle attività), dove si studia esclusivamente “reportage audiovisivo”. Questo significa che chiunque voglia studiare reportage cinematografico nella scuola più antica del mondo deve necessariamente stabilirsi ai piedi del Gran Sasso.

L’Aquila e l’Abruzzo hanno un legame particolare con la settima arte, come ogni settimana mostra pure l’esperto Piercesare Stagni su Virtù Quotidiane. Il lavoro di tessitura culturale – intrapreso nel corso dei decenni già a partire dagli anni Settanta – a lungo termine ha pagato, perché si è stati capaci di garantire una continuità nell’opera di sensibilizzazione dei cittadini sul cinema, grazie a enti culturali, iniziative istituzionali, festival e rassegne nelle sale cittadine. Anni di cinema hanno infatti generato presso la comunità aquilana un’attenzione al tema, innegabilmente superiore alla media.

Dal 2014 la direzione didattica della sede abruzzese è stata affidata a Daniele Segre, uno dei maggiori documentaristi italiani. Ma, a partire dalla sua nascita – negli anni Trenta – nella Scuola nazionale di cinema hanno studiato nomi come Michelangelo Antonioni, Arnoldo Foà, Claudia Cardinale, Marco Bellocchio, Paolo Virzì. Come anche, più recentemente, Riccardo Scamarcio, Alba Rorwacher, Valentina Lodovini, Carolina Crescentini e tanti altri.

Attualmente il Csc Abruzzo vede allievi e allieve provenienti da diverse regioni italiane, dalla Lombardia alla Sicilia. Negli anni scorsi ci sono state presenze anche di giovani aspiranti film-maker persino cinesi e georgiani. Il corso di Reportage dura tre anni, ed è l’iter per la parificazione a una laurea triennale. Ma quello che acquistano gli studenti e le studentesse che vivono per tre anni all’Aquila è molto di più di un titolo di studio: il “metodo formativo” procede infatti per ideali cerchi concentrici.

Dalle indagini sulla città dell’Aquila nel corso del primo anno, ci si concentra poi sull’osservazione e sul racconto della regione, verso un mare più ampio di suggestioni e visioni. Fattore non trascurabile, inoltre, è una sorta di “intreccio” con le realtà locali. Non ultimi, gli incontri che vengono periodicamente organizzati con registi e addetti ai lavori di rango nazionale, o le mostre fotografiche nell’accogliente edificio di via Carabba.

Provenendo per lo più da fuori Abruzzo, gli studenti vengono da subito messi a confronto con un territorio a loro sconosciuto, in un contesto post-sismico certamente interessante da raccontare. I docenti – molti dei quali nomi prestigiosi in ambito nazionale e internazionale – li mettono di fronte alla realtà da narrare, così com’è.

Ed è così che hanno girato ore e ore di filmati, nel corso degli “esercizi” durante i corsi o al termine degli anni accademici, la città dopo il terremoto, la vita dei giovani all’Aquila oggi, le bellezze delle montagna nell’Abruzzo interno, la piccola e grande imprenditoria della regione. Forti dell’apprendimento direttamente sul campo, escono dalla scuola affrontando contesti diversi, più o meno sconosciuti, e avviandosi al lavoro.

Con risultati in molti casi ottimi: non è raro, infatti, vedere lavori di giovani allievi della scuola abruzzese in concorso nei maggiori festival in Italia e nel mondo, come il documentario su Pino Zac di Massimo Denaro, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, o quello di Nazareno Nicoletti, in concorso a Locarno, o ancora come il cortometraggio dei giovani allievi Manuel De Pandis, Fabio Fusillo e Giovanni Sfarra, vincitore lo scorso anno del Festival Sulmona Cinema e selezionato al Festival internazionale del cinema di Lece.

Un’eccellenza tutta abruzzese all’interno della quale convivono mille mondi, sguardi, colori, relazioni. Un’eccellenza, ancora sconosciuta ai più, e tuttavia da preservare e anzi far crescere.

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