L’AQUILA AGLI EUROPEI DI POETRY SLAM CON MATTEO DI GENOVA
L’AQUILA – La traduzione letterale è “poesia d’impatto”: ed è stato un impatto forte, quello che Poetry Slam ha creato in Italia negli ultimi anni.
Nato nell’America di fine anni’80, il poetry slam ha portato la poesia fuori dai canoni tradizionali, ridandole nuova linfa vitale. Un fenomeno diffusosi a macchia d’olio tra giovani e non, che in un mondo fatto di schermi e immagini digitali, ha rimesso al centro la parola e il linguaggio del corpo. Definita da qualcuno l'”antipoesia” per il suo carattere sovversivo, il poetry slam dà mostra di sé attraverso delle gare che ricalcano per grossi capi le modalità delle battle tra rapper; tre minuti a disposizione del poeta per decantare i propri versi, un maestro di cerimonia a condurre i giochi ed una giuria formata da cinque membri pescati a caso dal pubblico, responsabile del verdetto finale.
Questa sera a Bruxelles andrà in scena il campionato europeo di Poetry Slam e a rappresentare l’Italia ci sarà l’aquilano Matteo Di Genova, da anni tra i migliori interpreti nazionali della disciplina.
Dall’hip hop alla jungle, sino alla recitazione teatrale, il curriculum artistico di Matteo è un viaggio nella cultura e nelle sue sfumature underground attraverso le forme d’arte più disparate, distanti solo all’apparenza. Un artista d’avanguardia sempre al passo con i tempi, che ha trovato nel poetry slam la giusta sintesi dove poter concentrare tutte le sue sfumature. Dopo aver girato club e teatri di tutt’Italia con i suoi spettacoli (tra i quali “Dixit” e “Diossido di Cromo”, prodotto in collaborazione con il Tsa e Spazio Rimediato, vincitore del premio “Alberto Dubito” di poesia con musica), un libro, “Verna Sessions”, che raccoglie le sue poesie scritte dal 2016 ad oggi, portato recentemente dal vivo in chiave punk e reggae, il secondo posto alle finali nazionali Lips (Lega Italiana Poetry Slam) ha permesso al poeta classe ’90 di contendersi con i rappresentanti di venti paesi europei il titolo di campione d’Europa.
“Il risultato della gara conta poco; la vittoria per me è stata quella di riuscire a portare la mia poesia e il poetry slam in generale sui palchi di club e teatri, l’esser riuscito a costruire spettacoli miei e portarli in giro per l’Italia. Arrivare qui per me è una grande soddisfazione, al di là di come andrà, perché rappresenta il traguardo di un percorso iniziato con la scelta di voler fare questo nella vita”.
La commistione tra poesia e musica punk e reggae è l’idea al centro dei progetti futuri dell’artista: “la poesia non va letta, ma ascoltata. Credo molto nel ritorno del punk e della sua matrice reggae, generi musicali che hanno raccolto le voci di popoli e culture diverse, parte fondamentale della mia formazione artistica e soprattutto culturale. È un pò come chiudere un cerchio: sono partito da lì, e dopo un lungo viaggio attraverso linguaggi e forme artistiche differenti, è lì che tornerò, in compagnia degli amici di una vita”.
Nel frattempo, appuntamento alle ore 19,00 per la finale degli europei di Poetry Slam, trasmessa in diretta dal canale Youtube “World Poetry Slam Organization (https://www.youtube.com/watch?v=AW9o67HNUys).
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