LE VIE DEL VINO, L’ANTICA STORIA VINICOLA ATTRAVERSO I DOCUMENTI DELL’ARCHIVIO DI STATO DI PESCARA


PESCARA –  Donne fasciate in elegantissimi abiti da sera, insieme a uomini in vestito con cravatte e papillon gustano grappoli d’uva, partecipando divertiti alla Festa nazionale dell’Uva. È solo una delle immagini, risalenti al 1953 esposta virtualmente dall’Archivio di Stato di Pescara.

Si chiama “Le vie del Vino – storia, percorsi, luoghi, qualità abruzzesi”, il progetto protagonista di un’apertura straordinaria dell’istituto della cultura che ha sede all’Aurum di Pescara. L’esposizione, sulle pagine social dell’Archivio, vede documenti, fotografie, locandine, tutte originali, inerenti il mondo vinicolo.

“In questo periodo storico delicato, contraddistinto dall’emergenza epidemiologica che ci confina tra le mura di casa, molti luoghi della cultura hanno risposto lasciando aperte le porte dello spettatore a distanza – sottolinea il direttore dell’Archivio pescarese, Maria Amicarelli -. L’Archivio di Stato di Pescara aderisce alle iniziative del Ministero dei Beni e le attività culturali e del Turismo che aiutano a riaffermare il ruolo centrale della cultura nelle dinamiche della società italiana, con mostre e tour virtuali. Ci è sembrato naturale orientare l’attenzione alle eccellenze del nostro territorio, cioè a quei prodotti che lo contraddistinguono sia a livello locale, nazionale ed internazionale”.

Da qui la mostra sul mondo vinicolo, tra foto scattate tra le vigne abruzzesi e documenti ufficiali, legati alla Festa nazionale dell’uva, istituita dal regime nel 1928 che cominciava ogni anno il 28 settembre. Risale al 1937 l’atto con cui il prefetto di Pescara disponeva per Alanno, Città Sant’Angelo, Collecorvino, Loreto Aprutino, Manoppello, Penne, Pianella, Popoli e ovviamente Pescara agevolazioni in materia di imposte per quanti avrebbero venduto ed esposto l’uva durante la festa.

Con il suo patrimonio l’Archivio attesta le fonti dell’origine vitivinicola del territorio, tra manifesti, piantine e documenti dall’anno 1808 agli anni ’60 conservati nei Fondi Prefettura, Archivio Comunale, Intendenza e E.N.A.L.. Tra questi, i documenti delle coltivazioni e produzione vinicola degli anni 1876-1905, i documenti del ministero dell’Agricoltura e Foreste anno 1946/1950 sulle colture dell’Abruzzo, la documentazione con il quale il Governo nel 1928 istituiva la Festa dell’Uva nazionale; il manifesto e la cartolina del Governo per la festa, le cartine storiche dei possedimenti dell’Abruzzo.

“Dalle vigne del territorio pescarese nascono vini eccellenti, opera di vignaioli orgogliosi legati alla propria terra e ai propri vitigni – continua la Amicarelli -. I vini pescaresi sono ormai conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo; il successo di questo prodotto è dato naturalmente dalle caratteristiche di questa terra: mineralità, pecularietà del clima ma soprattutto dalle particolarità che gli vengono dalla prassi di coltivazione. La coltura della vite è stata da sempre una delle più diffuse e l’arte del far del vino è antica. Nell’opera “Laus vitae”, Gabriele D’Annunzio invita a godere del tempo presente, richiamando il forte legale tra l’uomo e la natura. Lo stesso legame radicato ed indissolubile esiste tra gli abruzzesi, popolo forte e gentile e la sua amata Doc Montepulciano d’Abruzzo. Verso la metà del 1700 si possono trovare le prime testimonianze sulla presenza del vitigno e all’incirca dal 1821 nella vallata del Pescara (presumibilmente nella zona di Tocco a Casauria – Bolognano)”.

“Ancora una volta l’Archivio di Stato di Pescara si caratterizza con una iniziativa di straordinario valore storico-culturale, ‘Le Vie del Vino’ – evidenzia l’assessore del Comune di Pescara, Patrizia Martelli – che mira a testimoniare una tradizione pluricentenaria, quella legata alla produzione del vino nella nostra terra, produzione che ha impegnato un’ampia fetta del mercato abruzzese, una tradizione che è andata avanti sino ai giorni nostri partorendo alcune delle cantine più importanti e celebri del mondo. È profondo il rapporto dell’Abruzzo con il prodotto vinicolo e il progetto digitale dell’Archivio di Stato restituisce all’attualità quel passato che merita di essere raccontato per interpretare e comprendere non solo la realtà presente, ma anche la prospettiva futura per una città e una regione che nulla hanno da invidiare ai cugini d’oltralpe”.

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