NEL 2014 ALL’AQUILA IL “MIRACOLO” DEL FILM “MANCANZA-INFERNO”


L’AQUILA – Nel maggio di sei anni fa in piena zona rossa a L’Aquila venivano effettuate le riprese di un film particolare, Mancanza-Inferno, un lavoro fortemente sperimentale del regista Stefano Odoardi: una sola attrice professionista, la bravissima e bellissima interprete italo francese Angelique Cavallari e venti abitanti della città dell’Aquila, ancora gravemente ferita e scossa dal dramma del 2009.

Le tipologie di ripresa del film erano davvero uniche, vista l’assenza totale della sceneggiatura e la richiesta da parte del regista agli attori non professionisti di improvvisare, lasciandosi ispirare ogni giorno da un diverso argomento che lui proponeva, con temi come il ricordo, la nascita, il dolore, la mancanza, il sogno, la morte: venti dannati di un moderno inferno laico, con le proprie paure e le proprie sofferenze.

Il casting per la selezione dei venti aquilani a cui far recitare il delicato ruolo di moderni “dannati” dell’inferno laico narrato nel film si tenne presso una sala del bar del Grand Hotel, alla Villa Comunale, e, nonostante si trattasse di un film non convenzionale furono in molti, diverse centinaia, gli aspiranti che accorsero per i provini.

Gli aquilani prescelti furono Luigi Fiammata, Giampiero De Santis, Francesca Petrozzi, Simona Lamparelli, Annamaria Di Gregorio, Alessandra Busilacchio, Domenico Cordeschi, Micol Califano, Syria Giuliani, Principe Valeri, Francesca Spennati, Luigi Di Iulio, Fabrizio Villacroce, Roberto Martella, Damiano Berardi, Carolina Tosone, Emilio Brambilla, Francesca Sanlorenzo, Ciro Improta e il sottoscritto.

Poi iniziarono le riprese, che per il gruppo di aquilani riguardarono prevalentemente Piazza San Marciano, che all’epoca versava in condizioni davvero precarie, con macerie e distruzione ovunque: gli attori vennero chiamati a recitare all’interno di una sorta di gabbia, con i mezzi di ripresa audio e video sempre in funzione.

Angelique Cavallari, protagonista nel ruolo di un Angelo, recitava invece versi tratti dalle Elegie Duinesi di Riilke e le sue riprese furono effettuate in molti luoghi della città tra cui Piazza del Duomo, i Portici del Liceo, Piazza Santa Maria di Roio: una particolare scena, quella iniziale del film, fu realizzata in un luogo suggestivo e molto caro agli aquilani, la gabbia di ferro ancora presente, pur se in cattive condizioni, all’interno della Pineta di Roio.

Le riprese del film, specie quelle con gli abitanti dell’Aquila, non furono semplici da realizzare, perché, anche se il film non riguardava direttamente il sisma, naturalmente la presenza costante e continua per diversi giorni nei luoghi più colpiti aveva finito inevitabilmente col riaprire ferite mai sopite e con il richiamare incubi e paure non ancora completamente dissolte.

Alla produzione partecipò anche una nota Onlus locale, l’Associazione Hatha Ciudad, mentre una parte dei fondi fu reperita attraverso uno dei primi crowdfunding fatti in Abruzzo. L’unicità e la profondità dell’opera non tardarono a richiamare l’attenzione della stampa specializzata e del mondo del cinema d’autore: il film fu invitato nella sezione principale del Festival di Rotterdam, tra i più importanti a livello internazionale, e poco dopo programmato all’interno della prestigiosa Biennale d’arte di Venezia.

Molti dei protagonisti del film, tra cui il sottoscritto, ero uno dei “dannati”, volarono a Rotterdam, per una magica notte vissuta tra il red carpet e la sala principale del Festival, quando un numerosissimo e attento pubblico tributò una vera e propria ovazione al film, e tante furono anche le domande della attenta comunità olandese rivolte agli aquilani, per avere informazioni sulla ricostruzione della nostra città.

Indubbiamente una delle rare occasioni, un piccolo miracolo lo definirei, visto il budget dell’opera, in cui L’Aquila abbia avuto negli ultimi anni una platea internazionale, unitamente alle copertine dei principali quotidiani olandesi.

Negli anni successivi il regista Odoardi ha realizzato il secondo capitolo della trilogia da lui prevista, il Purgatorio, girato interamente in Sardegna su una nave cargo, e attualmente è in procinto di realizzare la parte dedicata al Paradiso, con scene girate all’interno dei prestigiosi Rijksmuseum e Van Gogh Museum ad Amsterdam.

Mancanza-Inferno racconta di un Angelo (Angelique Cavallari), ispirato alle Elegie Duinesi di R.M.Rilke, che vaga attraverso le rovine di un Inferno contemporaneo, in una città silenziosa e abbandonata, nella quale è imprigionato un gruppo di dannati (20 abitanti dell’Aquila). Il film, con un approccio visionario, è un viaggio dentro le macerie di ogni essere umano. È girato a L’Aquila, la città distrutta dal terremoto del 2009 e non ancora ricostruita. Il film è il primo capitolo di una trilogia che sarà completata con gli episodi sul Paradiso e Purgatorio. Il titolo è legato all’essere umano e al vuoto che cerca di colmare vivendo. Il film è stato girato senza una sceneggiatura…”.

Regia: Stefano Odoardi
Soggetto: Stefano Odoardi
Montaggio: Gianluca Stuard
Musica Originale: Andrea Manzoli
Produzione: O Film, Strike fp con Hatha Ciudad Onlus
Origine: Italia, Olanda, 2014 73 min. Colore
Interpreti: Angelique Cavallari (l’Angelo), I Dannati: 20 abitanti dell’Aquila Luigi Fiammata, Giampiero de Santis, Piercesare Stagni, Francesca Petrozzi, Simona Lamparelli, Annamaria Di Gregorio, Alessandra Busilacchio, Domenico Cordeschi, Micol Califano, Syria Giuliani, Principe Valeri, Francesca Spennati, Luigi Di Iulio, Fabrizio Villacroce, Roberto Martella, Damiano Berardi, Carolina Tosone, Emilio Brambilla, Francesca Sanlorenzo, Ciro Improta

*critico cinematografico

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