NEL LIBRO SU ALFONSO POSTIGLIONE UN OMAGGIO AL “PAPÀ DEI MAESTRI RURALI ABRUZZESI”


di ANDREA GIAMPIETRO*

RAIANO – “Mio caro zio e maestro, ti chiamo così poiché mi sei doppiamente caro […]. Avrei voluto e dovuto scriverti, in questi lunghissimi sett’anni di esilio, per riconfermarti il mio immutato ed immutabile affetto di nipote, l’indimenticata e perenne riconoscenza di scolaro, che è andata sempre più intensificandosi, a mano a mano che, tra le tormente della vita, ho imparato ad amare la libertà ed a lottare per essa” (Salina Cruz, Messico, 07/09/1917).

Basterebbe questo stralcio di lettera, in cui Umberto Postiglione – l’anarchico, il poeta, il maestro – si rivolge allo zio Alfonso (1868-1942), per comprendere la caratura di quest’ultimo, e non solo agli occhi del nipote irrequieto che, seguendone l’esempio, avrebbe trovato nell’insegnamento l’ultimo e forse più alto obiettivo della sua esistenza.

Proprio la figura di questo illustre abruzzese viene tracciata da Edoardo Puglielli e Massimo Di Bartolo nel libro Alfonso Postiglione. Un profilo biografico (Corfinio, Mac Edizioni, 2019).

Come in ogni lavoro di squadra i due autori si dividono gli ambiti di ricerca perseguendo però un comune obiettivo: rendere, per quanto possibile, l’impegno di un uomo che operò sia nel settore scolastico che in quello amministrativo (avrebbe ricoperto la carica di sindaco di Raiano dal 1914 al ’19) con l’unica finalità di restituire dignità al suo popolo, affrontando una dura lotta per lo studio, la coscienza civile e la rivendicazione sociale.

Nella prima parte del libro, Puglielli contestualizza storicamente l’attività del Postiglione insegnante e direttore didattico, in un periodo di spaventosa arretratezza culturale ed economica del Paese, nonostante le prime rilevanti riforme scolastiche susseguitesi tra Otto e Novecento (dalle Legge Casati a quella Coppino, dalla Legge Orlando a quella Gentile).

In qualità di vicepresidente dell’Associazione Magistrale Aquilana, Alfonso Postiglione lavora alacremente per migliorare la condizione degli emigranti abruzzesi, tanto da istituire, nel 1908, su richiesta della Società Umanitaria di Milano, un “Segretariato provinciale per la tutela dell’Emigrazione all’estero”.

Questa impresa si prefigge “il dovere di dare ai nostri emigrati tutta quell’assistenza necessaria per togliere tanti poveri lavoratori dalle grinfie di avidi speculatori”. Occorre infatti che gli emigranti siano a conoscenza delle “condizioni dei luoghi e consapevoli delle leggi e del dovere di solidarietà coi lavoratori locali”.

Una volta giunti oltremare (ci si spostava prevalentemente verso le Americhe), essi avevano come riferimento il Segretariato per qualunque tipo di richiesta o informazione: in ambito sindacale, pensionistico, assicurativo, etc. Ad avvalorarne l’impegno in tal senso, Puglielli riporta la relazione letta da Postiglione al III Congresso Magistrale Abruzzese (Chieti, 1909), e intitolata, appunto, Le scuole per gli emigranti.

Nella seconda parte, Di Bartolo, esperto conoscitore di storia raianese, si avvale di un importante lavoro di ricerca documentale, svolto personalmente presso gli Archivi di Stato dell’Aquila e di Sulmona, per restituire la storia del Postiglione sindaco.

Di Raiano sono ripercorse le tracce della complessa evoluzione urbanistica (come la realizzazione dell’acquedotto comunale e dell’edificio scolastico), le azioni di ricostruzione dopo il terremoto del 1915 (come i lavori alla torre dell’orologio comunale) e le vicissitudini affrontate nel corso della Prima Guerra Mondiale (vengono sgombrati, per ospitare le truppe, i due conventi del paese: dei Cappuccini e degli Zoccolanti).

A conclusione del suo intervento, Di Bartolo riporta un elenco corredato di informazioni storiche e biografiche dei raianesi caduti nella Grande Guerra.

Un grazie doveroso, dunque, ai due giovani autori che hanno voluto rendere omaggio all’uomo che fu definito “Papà dei maestri rurali abruzzesi”, grazie al suo indimenticabile (il che, purtroppo, non vuol dire “indimenticato”…) esempio d’ingegno, onestà ed abnegazione.

Il libro sarà presentato a Raiano da Gianfranco Giustizieri e dagli autori il 20 agosto prossimo, ore 17,30, in Piazza Sant’Antonio.

*scrittore

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